Giovanni Rana

A Progettando 2011 le testimonianze di chi ce l’ha fatta

Dalla grande industria al settore trasporti fino alla gestione delle emergenze. Questi alcuni dei temi toccati in occasione di Progettando 2011, organizzato dal Project Management Institute – Northern Italy Chapter (PMI-NIC), che ha proposto alcune testimonianze dirette di importanti figure e addetti ai lavori; persone che hanno fatto del project management una ragione di vita e di successo, di gratificazione e di crescita individuale e delle loro aziende. Racconti vivi e concreti che hanno voluto dipingere in modo semplice le mille molteplicità del mondo produttivo, parlando di progetti che hanno tentato di rinnovarlo e migliorarlo. Tra gli interventi anche quelli di Giovanni Rana, del dirigente Fiat Giorgio Cavalieri e di Silvia Bonetti, ingegnere veneto specializzato in emergenze.

Testimonianze di produttività. Giovanni Rana ha raccontato la sua esperienza, cominciata da zero e arrivata alla grande multinazionale che tutti conosciamo. “La mia prima indagine di marketing  ‘casereccio’ fu davanti alla vetrina di un forno. Mi sono imbattuto nel reparto pasta fresca e chiesi alla proprietaria quanti tortellini vendessero. Mi disse anche 5 chili a settimana! Fu da quell'input che ho valutato la possibilità di mettermi nel commercio di pasta fresca”. Giorgio Cavalieri, responsabile customer experience di Fiat, ha affrontato il problema dell’importanza della progettazione in una grande azienda perché “quando si porta avanti un progetto – ha spiegato il manager veronese – bisogna avere chiaro in mente il punto di arrivo e domandarsi se quello che si sta facendo è allineato con quegli obiettivi". Due settori tanto diversi, ma sia che si parli di un avanzata industria meccanica, sia della semplicità quasi artigianale del settore alimentare, competenza e lungimiranza nella progettazione devono essere alla base di una storia imprenditoriale produttiva e di successo.

I desideri del cliente. Si è voluto anche sottolineare quanto si debbano mettere al primo posto il cliente e i suoi desideri, creando un legame duraturo e di fiducia con l'impresa. Grande importanza ai giovani che, ha detto Rana “non devono scoraggiarsi mai,  devono diventare imprenditori di se stessi, rimettersi sempre in gioco, nonostante gli alti e bassi che inevitabilmente ci sono nella vita”. La futura situazione di Verona Sud è stata invece protagonista nei resoconti di Francesco Federico, responsabile operations e sviluppo della Compagnia investimenti e sviluppo, e Fabrizio Zichichi, project manager della Bovis Lend Lease, che hanno parlato del progetto «La città nella città».


Clienti, ma anche cittadini. Silvia Bonetti, consigliere dell'ordine degli ingegneri del Veneto, ha raccontato la “degenerazione del management” nella gestione delle emergenze, laddove si devono costruire progetti di enorme portata, con centinaia di attività, in pochissimo tempo. Ha mostrato metodi e procedure affrontate personalmente durante il terremoto a L'Aquila nel 2009 e l'alluvione dello scorso anno nel Veneto, sottolineando quanto siano importanti progettazione e prevenzione per fenomeni di questo tipo. “Le emergenze sono da studiare e prevenire, ma assolutamente da evitare – ha affermato Bonetti – per tutte le brutte conseguenze che possono portarsi dietro". E con l'intervento di Emanuele Gasparini, dedicato all'urbanizzazione di Verona dopo l'alluvione del 1882, il focus è stato riposizianato sui rapporti con le persone, cittadini oltre che clienti. Infatti “la gestione di un progetto dovrebbe occuparsi soprattutto della comprensione permanente da parte di coloro ai quali l’attività di progetto è dedicata”. Perché il project management deve in primo luogo rivolgersi alle persone e ai non addetti ai lavori, aiutandoli a studiare e a comprendere le attività che li riguardano più da vicino.