Nicola Smania

Intervista al professore alla guida della società italiana di riabilitazione neurologica

Nicola Smania, direttore del centro di ricerca in riabilitazione neuromotoria e cognitiva e responsabile del reparto di Riabilitazione neurologica del policlinico Borgo Roma, è il presidente eletto del nuovo consiglio direttivo Sirn. Ha ricevuto la nomina durante l’XI congresso nazionale della società italiana di riabilitazione neurologica, tenutosi a Verona in Gran Guardia. Il neo-presidente eletto, insieme al presidente onorario Antonio Fiaschi, ha dato un fondamentale contributo alla riuscita del congresso che ha coinvolto un ampio numero di relatori nazionali ed internazionali. Seicento i partecipanti che hanno assistito ai lavori congressuali, oltre alle associazioni veronesi dei familiari e pazienti affetti da disabilità neurologica. Per l'occasione abbiamo intervistato il neo-presidente.

Professore, può spiegarci in cosa consiste la Sirn? La Società italiana di Riabilitazione neurologica è una società scientifica costituita nel giugno del 2000. Si prefigge di promuovere in Italia lo sviluppo delle conoscenze e della ricerca scientifica nell’ambito di nuove metodiche e procedure per il trattamento riabilitativo della disabilità motoria e cognitiva dei pazienti affetti da malattie neurologiche sia in età adulta che in età evolutiva. La Riabilitazione neurologica, infatti, si occupa del trattamento delle disabilità motorie e cognitive causate da malattie con un rilevante impatto sociale, come le malattie cerebrovascolari, la Sclerosi multipla, la malattia di Parkinson e le altre malattie neurologiche degenerative. Il ruolo della Riabilitazione neurologica diventerà sempre più importante considerando il progressivo invecchiamento della popolazione e la riduzione della mortalità. La Sirn coinvolge varie discipline, mediche e non, che operano nell’ambito della disabilità neurologica in un’ottica di collaborazione interdisciplinare. La Sirn si propone inoltre di svolgere attività di aggiornamento professionale e di formazione continua in sanità, con programmi annuali secondo il programma nazionale ECM.

Cosa significa presidente eletto? Il futuro presidente viene eletto dall'assemblea con due anni di anticipo rispetto al momento di assunzione della carica e, fino a che egli non assume la carica di Presidente, riveste la qualifica di presidente eletto. Il presidente eletto rappresenta ufficialmente e giuridicamente la Sirn, riunisce periodicamente il Consiglio direttivo e convoca e presiede le assemblee dei soci rimanendo costantemente in contatto con le sezioni speciali, regionali e interregionali e con gli uffici che fanno capo al Consiglio direttivo.

Cosa significa per lei questo riconoscimento? La mia elezione a presidente eletto della Sirn è legata all’attività svolta nel corso di questi anni, sia a livello scientifico che assistenziale che di formazione. In particolare, esprime non solo l’attività svolta come membro del direttivo della Sirn nel corso di questo decennio, ma anche i risultati ottenuti nella ricerca veronese nel settore della riabilitazione neurologica. Questi risultati sono stati ottenuti grazie alla costituzione di un gruppo di ricercatori del Centro di ricerca in riabilitazione neuromotoria e cognitiva che in questi anni si è dedicato allo studio di strategie per migliorare le cure riabilitative di pazienti affetti da disabilità neurologica. Questo gruppo a mio avviso è una grossa risorsa per il territorio veronese perché è un motore che promuove costanti miglioramenti nelle cure di questi pazienti. Altro aspetto importante della ricerca in questo settore è la possibile creazione di “partnership” tra il centro di ricerca e aziende private nel settore dell’industria e del commercio. Infatti, attualmente il campo della riabilitazione neurologica è strettamente legato allo sviluppo di strumenti tecnologici sia per attività riabilitative che per supplire ai deficit motori e cognitivi dei pazienti. Questo gruppo di ricerca, infatti, ha già ideato alcuni strumenti tecnologici che sono in fase di sperimentazione. E’ evidente che iniziative di questo tipo possono avere ripercussioni positive ad ampio raggio sulla realtà territoriale veronese.

Cosa comporta la sua nomina per l’università di Verona? La mia nomina può arricchire l’immagine e l’accreditamento dell’università di Verona sia a livello nazionale che internazionale. Sicuramente l’ateneo scaligero, che rappresenta un polo di eccellenza nazionale in vari settori, può attualmente essere considerato punto di riferimento anche per quel che riguarda il settore della riabilitazione neurologica, sia nel campo della didattica che della ricerca. Per quel che riguarda la didattica vi sono vari esempi che già hanno trovato ampi consensi. Da un lato la scuola di specializzazione in Medicina fisica e riabilitativa, che da più di 10 anni forma medici specialisti molto richiesti e ancora insufficienti in una vasta area territoriale che afferisce alla nostra università. Questa area comprende non solo la provincia di Verona ma anche il Trentino Alto Adige e parte della Lombardia. La nostra scuola di specializzazione ha ottenuto premi nazionali per la propria attività scientifica ben tre volte nel corso di questo decennio. Questo l’ha resa popolare a livello nazionale e attualmente varie sono le richieste di accesso da parte di medici di tutto il territorio nazionale. Sempre a livello didattico, va segnalato il corso di perfezionamento universitario in Terapia occupazionale, unico nel suo genere, che a 5 anni dalla sua prima edizione conta un sempre maggior numero di adesioni da tutta Italia. Per quel che riguarda la ricerca, il Crrnc può essere considerato uno dei pochi centri di riferimento nazionale con questa peculiare organizzazione. È infatti costituito da un team interdisciplinare che svolge da un lato attività di ricerca e dall’altro attività clinica. Questo modello già presente all’estero, vede nel Crrnc uno dei pochi riferimenti nazionali nel campo della ricerca in riabilitazione. Sicuramente le potenzialità del centro potranno essere incrementate in seguito all’incarico ottenuto nella Sirn. Questa società scientifica infatti promuove anche ricerche che coinvolgono tutto il territorio nazionale nell’ambito delle quali il Crrnc potrebbe rivestire un ruolo importante.