La meraviglia e la paura: il fantastico nel teatro europeo (1750-1950)

Il 10 e 11 marzo giornate-studio sul teatro dell'immaginazione

Il teatro tra realtà e finzione. L’irreale e lo straordinario nelle arti della scena. A Verona, il 10  al Foyer del Teatro Nuovo e l’11 marzo al Museo civico di Storia naturale si indagherà sulla presenza e sulle forme del fantastico nel moderno teatro europeo. Questo il tema del convegno “La meraviglia e la paura: il fantastico nel teatro europeo”, promosso da Nicola Pasqualicchio, docente dell’università scaligera.

Nel corso delle due giornate, organizzate in collaborazione con il Dipartimento di Filologia, letteratura e linguistica dell’università, verranno sviluppate delle riflessioni sul teatro di prosa, sul teatro musicale e sulla danza, con l’obiettivo di rintracciare e documentare le strategie rappresentative del fantastico che le arti del palcoscenico hanno adottato tanto al livello della scrittura drammatica quanto a quello della rappresentazione scenica.

“Il convegno – spiega Pasqualicchio – intende  fare il punto sullo “stato della ricerca”, coinvolgendo studiosi di teatro e di altre discipline, italiani e stranieri, in una panoramica che mira a mettere in luce le varie modalità con cui in Italia, Spagna, Francia, Germania e Inghilterra il teatro di prosa, l’opera lirica e la danza si sono appropriati dei fantasmi, dei mostri, delle ossessioni che abitano la mente del moderno uomo occidentale”.

Ad inaugurare le due giornate Guido Avezzù, preside della facoltà di Lettere e filosofia e Guglielmo Bottari, direttore del Dipartimento di Filologia, letteratura e linguistica. A seguire, la prima sessione di interventi presieduti da Elena Randi, docente di Metodologia e critica dello spettacolo all’università di Padova. Si analizzeranno diversi testi letterari come “Diable amoureux” di Cazotte e “Il costruttore Solness” di Ibsen, opere teatrali di autori quali James Robinson Planchè. Gli incontri- dialogo proseguiranno poi nel pomeriggio moderati da Marzia Pieri, docente in discipline dello spettacolo dell’università di Siena.

Interessante, soprattutto per i curiosi, scoprire come, ben prima del Dracula di Stoker  e di tutta la letteratura e il cinema che ne sono derivati, il palcoscenico europeo dell’Ottocento sia stato invaso dai vampiri, costituendo per lungo tempo il vero terreno di questo emblema dell’orrore contemporaneo. Il convegno dedicherà a queste considerazioni una parte del proprio programma attraverso le parole di Pasqualicchio che analizzerà la figura dei vampiri nel teatro italiano del primo Ottocento, quelle di Simona Brunetti docente di Storia del teatro e dello spettacolo dell’università scaligera e quelle di Enrico Comparotto con l’intervento dal titolo “I topoi del fantastico in The vampire di Planchè”.

Grazie all’intervento di Javier Huerta Calvo, si affronterà il tema dell’omosessualità come fantasia nel periodo che va dal Teatro fantastico di Benavente a El publico di Lorca.