I nuovi orizzonti di Vinitaly

Vinitaly, la più grande e prestigiosa fiera del vino italiano, sbarca con Vinitaly in the world negli Stati Uniti.

L’Italia del vino incontra l’alta finanza statunitense. Il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani e il consigliere d’amministrazione Nicola Moscardo hanno “suonato” il Big red botton che chiude la seduta di contrattazioni Nasdaq inaugurando ufficialmente "Vinitaly in the world" nella Grande Mela. Con un gesto dal valore fortemente simbolico Vinitaly sbarca negli States che sono il primo mercato estero per i vini italiani con un valore di 800 milioni di euro nel 2010, pari al 27% dell’export totale.

Promozione e non solo. “Veronafiere attraverso Vinitaly in the world – ha spiegato Mantovani, – continua la sua azione di promozione commerciale del vino italiano sui più interessanti mercati del mondo proponendo iniziative nuove, in grado di portare l’Italia e i suoi vini a diventare protagonisti anche della vita sociale dei paesi che vogliamo raggiungere”.

Due bottiglie per l’Unità d’Italia. Lo sbarco al Nasdaq è stato inoltre occasione per presentare l’iniziativa “Bottiglia del 150° dell’Unità d’Italia”. L’iniziativa, nata da un’idea di Ettore Riello, presidente di Veronafiere, e lanciata nel corso dell’ultima edizione di Vinitaly durante la visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è stata successivamente accolta dal Quirinale con grande entusiasmo ed inserita tra gli eventi significativi per l’anno delle celebrazioni del 150esimo. Il progetto prevede la selezione di 40 vitigni per realizzare un vino rosso e uno bianco che siano la summa delle 20 regioni del Belpaese, e che rappresenteranno ufficialmente la ricorrenza della fondazione dello Stato italiano anche all’estero.

Un’occasione imperdibile per il business. Una menzione di riguardo all’iniziativa la si legge tra le parole del presidente di Federvini, Lamberto Vallarino Gancia: “Gli eventi promossi da Vinitaly, con particolare riguardo alla Bottiglia dell’Unità che coinvolge quaranta vitigni delle venti regioni italiane, contribuiscono senza dubbio alla divulgazione delle peculiarità viticole del nostro paese su uno dei mercati di maggiore importanza per l’export”. “Il sistema fiere è fondamentale per il business e l’internazionalizzazione dei prodotti agroalimentari del made in Italy – afferma Lucio Mastroberardino, presidente dell’Unione italiana vini -. Per l’Uiv e gli operatori del settore vitivinicolo è imprescindibile l’appuntamento di Vinitaly a Verona e l'attività di supporto all’export e alla promozione attraverso gli eventi del Vinitaly in the World. È  quindi fondamentale evitare duplicazioni o fraintendimenti con altri eventi, anche dedicati al food, che oltre a diluire le poche risorse, rischiano di confondere ulteriormente il cliente”.