Il prorettore Bettina Campedelli

"Non si finisce mai di imparare: 40 anni di scienza delle proteine"

Il 26 novembre è stata dedicata una giornata scientifica dal titolo “Non si finisce mai di imparare: 40 anni di scienza delle proteine” a Carla Voltattorni per oltre quattro decenni ricercatrice e docente in Biochimica. All’incontro, organizzato da Paola Dominici, ordinario di Biochimica dell'ateneo scaligero, sono intervenuti il prorettore Bettina Campedelli e il preside della facoltà di Medicina e Chirurgia Michele Tansella.

 

I presenti. Tra gli oratori anche Carlo Turano, Donatella Barra, e Martino Di Salvo dell’Università “La Sapienza” di Roma, Franco Dallocchio dell’Università di Ferrara, Andrea Mozzarelli dell’Università di Parma e Paola Dominici e Elisa Oppici dell’ateneo di Verona. Presenti altri biochimici dell’Università “La Sapienza” di Roma, delle Università di Ferrara e dell'Insubria e colleghi della facoltà medica di Verona. Sono giunti e sono stati letti messaggi di stima e di auguri da parte di numerosi colleghi.

 

La protagonista. Carla Voltattorni nasce a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Dopo essersi laureata con il massimo dei voti in Fisica all’università di Parma, vince una borsa di studio all’Università olandese di Leiden, dove lavorerà come ricercatrice fino al 1966. Una volta tornata in Italia, le prime esperienze in ambito accademico le svolge all’Università di Perugia. Nel 1992, la professoressa Voltattorni, arriva a Verona dove, fino al 2003, è professore ordinario di Chimica biologica al corso di laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria. Dal 2003 ad oggi ha svolto il ruolo di professore ordinario di Biochimica alla facoltà di Medicina e Chirurgia. La docente è stata coordinatrice di diversi dottorati di ricerca, tra i quali il Dottorato in Scienze Biochimiche e, più di recente, il Dottorato in Bioscienze. Dal 2005 al 2010 è stata rappresentante dell’ateneo nel Consiglio direttivo del Consorzio Interuniversitario Biotecnologie. L’attività scientifica, documentata da oltre 100 articoli pubblicati su riviste di rilevanza internazionale come Nature Structural Biology, The Journal of Biological Chemistry, PNAS, Biochemistry eBiochemical Journal, si svolge principalmente nel campo dell'enzimologia e della chimica delle proteine.  I temi di ricerca sviluppati vertono su studi strutturali e del ripiegamento funzionale delle aptoglobine, studi sul metabolismo degli acidi nucleici, e, principalmente, sulla relazione struttura-funzione degli enzimi dipendenti dal piridossale 5’-fosfato.

Una vita per la ricerca. “La ricerca rappresenta una grande passione nella mia vita oltre che un’ opportunità che mi ha consentito di conoscere tanti colleghi con i quali ho stretto rapporti di collaborazione e di amicizia – ha detto Carla Voltattorni -. È stata anche un’occasione per  incontrare molti giovani ai quali poter dedicare, come ho fatto, le mie energie per il loro avvio alla ricerca, in particolare nell’ambito della enzimologia e della chimica delle proteine”.

Cambiamenti. “E’ difficile riassumere in poche parole i cambiamenti occorsi all’università italiana negli ultimi 40 anni – ha continuato Voltattorni -. Lo stesso vale per la ricerca, il cui sviluppo è stato vertiginoso: ha portato alla soluzione di tante questioni scientifiche oltre che all’apertura di nuove, importanti strade di pensiero. Tutto ciò, naturalmente, anche grazie allo sviluppo di nuove tecnologie e strumentazioni”.

Un insegnamento per la vita.  “Con la professoressa Voltattorni ho condiviso più di 15 anni di quotidiana attività di laboratorio – ha ricordato Paola Dominici -. Ho imparato non solo a lavorare nel campo della biochimica delle proteine, ma ho anche condiviso con lei la passione per lo studio e la conoscenza, passione che a mia volta cerco di comunicare alle persone più giovani che frequentano il mio laboratorio e agli studenti che frequentano le mie lezioni. Voglio anche sottolineare il valore che una figura professionale come Carla ha rappresentato per me come donna e come ricercatrice. Da lei ho imparato a porre in primo piano la dignità e la fermezza, a non indulgere mai nel vittimismo, ad assumere un atteggiamento pragmatico verso ogni problema, a non inseguire acriticamente dottrine o persone, ma ad usare sempre l’autonomia di giudizio” ha concluso Dominici.