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La giovane nepalese curata nella Clinica Ginecologica ed Ostetrica di Borgo Roma ringrazia chi l'ha aiutata nei suoi mesi a Verona

Era il 5 novembre 2009 quando il presidente dell’associazione di volontariato veronese Medici per la Pace Fabrizio Abrescia, a Kathmandu per seguire un progetto dell'associazione,  venne chiamato d’urgenza per visitare una giovane nepalese, Smita, che soffriva da molto tempo di forti dolori, divenuti ormai insopportabili derivati da una malformazione congenita.  Quel giorno la vita di Smita è cambiata.

Novembre 2009. Smita, una dolcissima ragazza di 16 anni affetta da una grave malformazione congenita era già stata costrettaa sottoporsi a ben nove interventi chirurgici purtroppo tutt’altro che risolutivi. “Il Nepal non ha strutture sanitarie adeguate per curare la grave malformazione congenita di Smita. – ha spiegato Abrescia che prosegue ricordando il primo istante in cui incontrò la ragazza – Ero appena arrivato a Kathmandu e mi chiamano d’urgenza per una visita ad una ragazza che ormai da anni soffriva di forti dolori e che in quel momento era quasi in fin di vita, nel primo incontro con Smita non potei far nulla e da questo stato di impotenza si mosse dentro me il desiderio di ridarle speranza".

Novembre 2010. Un anno pieno di speranza è trascorso e oggi Smita è perfettamente guarita (leggi anche "Una speranza per una giovane nepalese") grazie a due operazioni effettuate da Massimo Franchi e Valentino Bergamini della Clinica Ginecologica ed Ostetrica dell’Università. La ragazza, che ha  terminato il suo percorso riabilitativo e procede a grandi passi verso la guarigione completa, ha voluto salutare e ringraziare tutte le persone che l'hanno sostenuta nel suo periodo in Italia cpn queste parole: "Il dolore riempiva tutti i miei giorni  poi grazie a Medici per la Pace sono arrivata qui a Verona dove sono stata curata con gentilezza amore e rispetto e tornerò a casa sana, contenta e ricca di esperienze".  Smita tornerà in Nepal dove riprenderà gli studi e potrà vivere serenamente senza l’incubo della malattia.

Ringraziamenti. Sono molte le persone che hanno aiutato Smita ad avere una nuova vita. Oltre ai medici di Borgo Roma e allo staff di Medici per la Pace anche Silvio Pentrella, reggente del Consolato Generale Italiano di Calcutta;  Anna Capozzo e Monica Piona dell’Ufficio minori della Questura di Verona; Luigi Berinato con il “Programma di assistenza sanitaria per ragioni umanitarie” della Regione Veneto e l'assessore regionale alla Sanità Luca Coletto; inoltre i tutori di Smita in Italia  Lama Jampal (del centro buddista Karma Tegsum Tashi Ling di Cancello) e Carla Licciardi.

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