Salvator Mundi tra quattro santi

La "prima" opera firmata dal Carpaccio sotto le lenti del Laniac, Laboratorio di Analisi Diagnostiche Non Invasive per
le opere d’Arte antica, moderna e contemporanea

L’Università di Verona studia la "prima" opera firmata di Vittore Carpaccio.  La tavola, di recente acquisizione della Fondazione Sorlini di Carazago di Cavalgese (Bs), raffigurante il Salvator Mundi tra quattro santi è stata  presentata al pubblico da Enrico Dal Pozzolo docente di Museologia e di Arte Veneta dell'ateneo scaligero.

Una tavola dalla bibliografia lunghissima. La “prima” opera di Vittore Carpaccio (Venezia, 1465 circa – 1525/1526)  è una tavola dalla "bibliografia lunghissima": alla fine dell’Ottocento il dipinto era a Venezia, di proprietà del conte Antonio Contin di Castelseprio; passò poi a Firenze, di qui a Londra, poi ancora in Italia (collezione Contini Bonacossi), negli Stati Uniti e a Londra nuovamente. E nella città inglese è stata acquisita nel 2009 da Luciano e Agnese Sorlini, che ora la espongono insieme ad altri dipinti nel loro palazzo seicentesco di Carzago (visitabile su prenotazione: info@sorlini.com).

Gli studi del Laniac. La tavola, raffigurante il Salvator Mundi tra quatto santi, è stata soggetto di ampi studi da parte di Paola Artoni, funzionario tecnico del Laniac, laboratorio dell'Università di Verona che si occupa di analisi diagnostiche non invasive per le opere d’arte antica, moderna e contemporanea. Il laboratorio diretto da Loredana Olivato, docente di Storia dell'arte moderna dell'ateneo scaligero, ha studiato ampiamente il dipinto e ha, in particolare, eseguito alcune riflettografie all’infrarosso. Studi che come evidenza Dal Pozzolo: “hanno messo in evidenza un pentimento nell’area della mano che sorregge il globo (inizialmente spostata più in basso al centro), la congruità dell’iscrizione con la firma, nonché l’alta qualità grafica del disegno sottostante, particolarmente evidente nelle teste dei santi”. Secondo le osservazioni storiche, stilistiche e scientifiche la tavola sarebbe stata realizzata tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta del Quattrocento.

Le foto ad alta definizione del dipinto e delle riflettografie all’infrarosso realizzate  dal Laniac sono scaricabili in alta definizione.