Economia e giurisprudenza: quale rapporto?

Alla facoltà di Giurisprudenza si è parlato di “Crisi e criticità dei controlli giuridici”

Nella seconda sessione del convegno “Crisi dell’economia e controlli giuridici” è stata data una panoramica sulla situazione di crisi del controllo giurisprudenziale sull’economia.

Patrocinatori e relatori. Il convegno è stato patrocinato dalla fondazione Carlo Maria Verardi, la facoltà di Giurisprudenza di Verona, il Banco popolare di Verona e la rivista di giurisprudenza ed economia d’azienda. Hanno partecipato Francesco Vigorito, presidente della sezione civile del tribunale di Roma; Stefano Fabrizio della Consob; Francesco Mucciarelli dell’università Bocconi di Milano; Lorenzo Picotti, ordinario di Diritto penale e Diritto penale dell’informatica alla facoltà di Giurisprudenza di Verona; Pierpaolo Lanni, del tribunale di Verona e Lamberto Lambertini, del foro di Verona.

La crisi del controllo pubblico del mercato. “In Italia tra giurisdizione ed economia – ha spiegato Francesco Vigorito – c’è un rapporto di diffidenza che ha faticato a scomparire anche nel momento della svolta di questo rapporto, nel momento dell’entrata in vigore della carta costituzionale. La costituzione ha per la prima volta introdotto gli interessi sostanziali, i rapporti intersoggettivi, i diritti fondamentali, anche i rapporti di classe nell’orizzonte della giurisdizione. Questa poi, in una fase successiva, si è dovuta confrontare con il diritto comunitario, cioè con una sfera giuridica che nasce dai rapporti economici. Questo è il quadro della sviluppo del rapporto tra giurisdizione ed economia, che negli ultimi decenni ha subito un’accelerazione importante nell’idea del ruolo della giurisdizione. Tant’è che si può dire che la giurisdizione si sia affermata come strumento di realizzazione dei diritti economici e sociali. Questo processo – ha chiarito Vigorito – è stato un affermarsi prima teorico, poi nelle ricadute pratiche dell’attività giudiziaria, ed è strettamente legato a tutta una serie di fenomeni del Novecento tipici di quella che viene definita l’età del ‘welfare state’, in cui giurisdizione, tutela dei diritti e modernizzazione della società hanno trovato uno stretto legame”. Questo ruolo della giurisdizione è andato in crisi? Secondo Vigorito “un primo passaggio è quello di capire che in un’economia di mercato sempre più specializzata anche il ruolo della giurisdizione deve diventare specialistico – il giudice che si occupa di mercato ed economia deve essere molto professionale e questo in qualche modo confligge  con la nostra tradizione giuridica, quella del ‘civil law’, che è molto generale rispetto al ‘common law’. Inoltre – ha proseguito il relatore – gli operatori economici mostrano insofferenza rispetto all’approccio giuridico, che nel nostro sistema è talvolta caratterizzato da lentezza e imprevedibilità decisionale. Il nostro sistema economico sconta il cattivo funzionamento della giustizia – il tempo di recupero di un credito in Italia è al centocinquantaduesimo posto nel mondo – nonostante i livelli di produttività dell’amministrazione giudiziaria italiana siano tra i più alti d’Europa. “E’ evidente che c’è qualcosa che non funziona e che si deve intervenire”, ha concluso Vigorito. Quali prospettive d’intervento si possono delineare? “Da una parte una maggior efficienza dell’amministrazione giudiziaria, perché i tempi della giustizia non sono buoni; bisogna quindi porsi un problema di funzionalità e di prassi più efficienti. Dall’altra è da rivedere il modo di esercitare la giurisdizione: i giudici devono avere un approccio specialistico all’economia”.