Come vivere su un pianeta sempre più popolato senza ridurlo in cenere

Il sesto appunto del ciclo d’incontri “Negli obiettivi del nuovo millennio" promosso dal Centro Studi Interculturali, dal dipartimento di Scienze Economiche e dal comitato provinciale di Verona per l’Unicef è stata l'occasione per parlare di ambiente e di sviluppo sostenibile.

L'argomento del giorno. Baba Dioum, biologo senegalese, diceva: “Alla lunga conserveremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che comprendiamo, e comprenderemo solo ciò che ci insegnano”. Così Alberto Castagnola, economista, e Gianfranco Caoduro, docente e naturalista, hanno inquadrato l'argomento. Castagnola, dopo aver elencato la disperata situazione di degrado ambientale che l’uomo ha contribuito in buona parte a produrre, ha ipotizzato sviluppo sostenibile futuro a livello internazionale. L’esigenza dell’intero pianeta è quella d’improntare un principio di evoluzione, di sostenibilità e rispetto corrispondente alla cultura di appartenenza del luogo; “l’uomo deve poter vivere senza far danno a colui che gli fa da 'padrone di casa' " ha affermato in conclusione l'economista.

Parola alla natura. Caoduro, da naturalista, ha illustrato l’allarmante situazione di specie animali e vegetali in estinzione sul nostro pianeta. "Si ipotizza una nuova grande estinzione di massa, in quanto dopo la comparsa dell’uomo, con eccessivo inquinamento e sfruttamento del territorio, la situazione continua a degradare. E’ necessaria un’azione educativa di tolleranza alla diversità al diritto alla vita per tutti gli organismi”.

E anche l’Università di Verona mira alla sostenibilità. Curato dalla professoressa Michela Sironi, l’ateneo ha sviluppato un progetto di un’area industriale e logistica collocabile nei territori palestinesi. “Lo sviluppo sostenibile è una forma  che non compromette la possibilità delle future generazioni di perdurare nel miglioramento e nella produzione” ha affermato Sironi – preservando la qualità e la quantità del patrimonio e delle riserve naturali. Il progetto prevede 5500 nuove assunzioni, un risparmio energetico, operando interamente con il riciclo di tutte le componenti in uso e maggior collaborazione di mercato con le aree circostanti".

E l’Unione Europea? A “tirar le somme” ci ha pensato Giuseppe Dimiccoli, giornalista per “La Gazzatta del Mezzogiorno” e assistente parlamentare europeo. “Nell'UE nel corso dei decenni si è cercato di far fronte a numerosi problemi che hanno abbassato gli standard”  ha detto Dimiccoli “le attuali priorità sono: combattere il repentino cambiamento climatico, preservare la biodiversità e ridurre i problemi sanitari causati dall'inquinamento, tutto ciò attuando una gestione più responsabile delle risorse naturali.” Ha poi sottolineato l’importanza dell’informazione, del conoscere ciò che ci circonda, perché solo così saremo portati davvero a rispettarlo. Dimiccoli gestisce un blog chiamato “Lo sportello Ue”  che ha consigliato alla lettura,  per tutti coloro che non vogliono “perdere il passo” di ciò che l’Ue compie per tamponare queste tragedie territoriali. Ha poi concluso il direttore del Centro Studi Interculturali Agostino Portera ringraziando gli ospiti “ Abbiamo imparato moltissime nozioni che fin’ora, forse, c’erano sfuggite, mettendo assieme, ora teoria e pratica, ognuno di noi potrà provare a far cambiare questo triste ciclo viziato”.