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Pubblicato sulla rivista scientifica Plos One lo studio a cui ha partecipato anche l’università di Verona

Quanto può incidere la psicologia su una performance atletica? Lo studio “Development and factorial validity of the Psychological Skills Inventory for Sports, Youth Version – Short Form: Assessment of the psychometric properties”, pubblicato sulla rivista scientifica Plos One, ha messo a punto un questionario per misurare le abilità psicologiche degli atleti in relazione alle loro prestazioni sportive.

Alla ricerca, finanziata dal National Center of Medicine and Science in Sport di Tunisi, hanno partecipato sette tra enti e università, appartenenti a tre diverse nazioni, tra le quali l’ateneo scaligero con Luca Paolo Ardigò, ricercatore del dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento diretto da Andrea Sbarbati. Primi autori del lavoro sono Boris Milavic e Johnny Padulo dell’università di Spalato e dell’università di Milano.

La ricerca. Tramite un questionario sviluppato da dieci esperti psicologi con passate esperienze di sport agonistico, sono state esaminate le proprietà psicometriche in un campione di 304 giovani pallavolisti croati, di cui 188 di sesso femminile. Sono sei le abilità psicologiche prese in considerazione nelle domande: motivazione, sicurezza di sé, controllo dell’ansia, preparazione mentale, spirito di squadra e concentrazione. Motivazione e spirito di squadra hanno ottenuto i punteggi più alti nelle risposte, misurate su scala 1 a 5. Dall’indagine è emerso come sia più difficile per gli atleti mantenere la fiducia di sé in caso di performance agonistiche non soddisfacenti. Dal punto di vista della preparazione mentale lo studio ha rilevato come, in molti casi, gli atleti intervistati provino mentalmente le proprie prestazioni sportive prima di viverle sul campo.

Risultati. “Grazie a questo strumento d’indagine, gli allenatori delle squadre di club e nazionale hanno a disposizione indicazioni pratiche per valutare il ruolo da assegnare al giocatore, o la sua specializzazione a livello giovanile” spiega Ardigò. “A partire dalle risposte al questionario, gli psicologi dello sport, gli allenatori e i preparatori atletici possono, in caso di punteggi bassi, comprendere i problemi psicologici degli atleti e lavorare con loro per superare queste difficoltà, pianificando interventi personalizzati, oltre a tenere sotto controllo le abilità mentali sportive di tutta la squadra”.