Semplicemente se stessi

Alessandra Campedelli e Nadia Bala protagoniste dell’edizione 2019

“Se il mondo fosse in chiaro l’arte non esisterebbe”, con queste parole di Albert Camus si è aperta il 9 aprile, al polo Zanotto, la seconda edizione di “Semplicemente se stessi”, evento che porta le eccellenze dello sport paralimpico all’interno delle aule universitarie.

Di arte si può parlare per entrambe le ospiti dell’evento, Alessandra Campedelli, allenatrice della nazionale italiana sorde di pallavolo, e Nadia Bala, atleta e testimonial della nazionale italiana di sitting volley.

 

La vita di Alessandra, già atleta della nazionale di hockey su prato, è segnata da due momenti traumatici, l’infortunio di un’atleta da lei allenata che la convince a smettere con lo sport giocato, e la disabilità di un familiare che le fa scoprire il mondo dello sport per i non udenti. Si ritrova così catapultata in un ambiente completamente nuovo, dove è lei a sentirsi estranea in quanto, essendo l’unica udente in mezzo ad atlete sorde, spesso si rende conto di non essere all’altezza della comunicazione. L’arte sta nell’essere riuscita, passo per passo, ad aprire dei canali di comunicazione che permettessero a tutta la squadra di entrare “in bolla” prima delle grandi partite, come quella che le è valsa la medaglia olimpica in Turchia nel 2017. Durante la stessa Olimpiade la squadra salì alla ribalta sugli schermi di tutta Italia in quanto unica nazionale dell’evento a segnare il proprio inno.

Nadia Bala, pallavolista fin da piccola, si ritrova a 26 anni costretta in sedia a rotelle, in una condizione che rischia di abbattere qualsiasi atleta innamorato del proprio sport. Ma è la pallavolo stessa che la aiuta ad affrontare la situazione, nello specifico il sitting volley, di cui Nadia oggi è ambasciatrice e giocatrice nella squadra nazionale italiana. Il suo è un messaggio forte, che racconta l’importanza dello sport come opportunità, non solo per i disabili ma per qualunque persona, anche perché, dice Nadia, siamo tutti diversamente abili, gli atleti paralimpici non sono né inferiori né meno abili degli atleti olimpici . C’è la stessa passione, lo stesso sacrificio e stesso impegno durate gare ed allenamenti”. Lo sport è un opportunità per tutti , di stare insieme e mettersi in gioco, per tutti quelli che volessero provare il sitting volley, è possibile contattare la Federazione italiana pallavolo. Per le altre discipline paralimpiche ci si può rivolgere al Comitato italiano paralimpico.

Oggi le persone affette da disabilità che praticano sport sono circa il 2% del totale, e nonostante la tendenza sia in rialzo i numeri rimangono ancora bassi; in Veneto infatti ci sono solo 140 società che raggruppano circa 1200 atleti. Incontri come questo sono di fondamentale importanza per far conoscere al pubblico tutte le opportunità offerte dal Comitato italiano paralimpico.