5 per mille all’università: un sostegno alle tecnologie per la ricerca

La campagna 5 per mille di ateneo a sostegno della ricerca

Per un’università di qualità aiutaci a rinnovare le tecnologie per la ricerca scientifica. È con questo messaggio che l’università di Verona chiede  di devolvere il  5 per mille a supporto della ricerca scientifica. Grazie al finanziamento, docenti, ricercatori, dottorandi e tecnici di laboratorio avranno la possibilità di usufruire di nuovi strumenti per ottimizzare tempi e modi di realizzazione dei propri studi. Le strumentazioni tecnologiche, infatti, supportano e potenziano la ricerca scientifica e le sue ricadute. Un fondamentale contributo al progresso sociale che migliora la qualità di vita di ciascun individuo.

Gli scienziati di ateneo quotidianamente coinvolti nelle attività di ricerca dell’università di Verona ci hanno spiegato perché investire nella ricerca scientifica. Da quando esiste l’opportunità di donare il 5 per mille alle università, l’ateneo scaligero ha destinato i fondi raccolti grazie alla generosità dei cittadini a progetti di internazionalizzazione della ricerca. Tra questi, per esempio, il bando Cooperint che ha dato a molti giovani, che hanno svolto periodi di studio e di ricerca all’estero, concrete opportunità di crescita personale e professionale. A partire dal 2017, invece, la scelta è quella di investire in manutenzione e rinnovo delle attrezzature per la ricerca scientifica.

Per sostenere l’università di Verona basterà compilare il modulo 730, il CU oppure il modello unico, firmare nell’apposita sezione dedicata al “Finanziamento della ricerca scientifica e della università” e inserire, nello spazio indicato, il codice fiscale dell’ateneo: 93009870234. Anche chi non compila la dichiarazione dei redditi, cioè chi ha solo il modello CU fornitogli dal datore di lavoro o dall’ente erogatore della pensione, può destinare il 5 per mille. Per farlo è sufficiente compilare la scheda e presentarla in una busta chiusa allo sportello di un ufficio postale o a uno sportello bancario, che provvederà a trasmetterle all’amministrazione finanziaria in modo gratuito, oppure a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (commercialista, Caf, ecc). Quest’ultimo deve rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere le scelte. Sulla busta occorre scrivere “scelta per la destinazione del 5 per mille dell’Irpef” e indicare cognome, nome e codice fiscale del contribuente.

Il 5 per 1000 è una quota, pari al cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone, per il sostegno di particolari enti no profit, di finanziamento della ricerca scientifica, universitaria e sanitaria. Non comporta oneri aggiuntivi al contribuente, che sceglie liberamente il beneficiario del proprio 5 per 1000.