Il Verona mountain film festival in ateneo: la montagna tra bellezza e precarietà

Sono stati proiettati cinque film fuori concorso sul tema della natura e della sostenibilità

Come raccontare il difficile rapporto tra uomo e ambiente? Il 22 febbraio al polo Zanotto si è tenuto un incontro organizzato dal Verona mountain film festival in collaborazione con l’università per parlare di sostenibilità attraverso cinque film. A illustrare le attività e gli obiettivi di questa collaborazione sono intervenuti Roberto Gualdi, presidente dell’Associazione montagna Italia, Alessandro Camagna, presidente Cai Verona, Massimo Lanza, membro della commissione Sostenibilità di ateneo e Veronica Polin, presidentessa della commissione Sostenibilità di ateneo.

Veronica Polin ha spiegato come la montagna rappresenti al meglio una dimensione di multi-sostenibilità, che comprende non solo l’aspetto dell’ambiente, ma anche quello economico e sociale. La collaborazione con il festival nasce con l’intenzione di coinvolgere i giovani in queste tematiche.

 

 

Al termine della presentazione sono stati proiettati cinque film fuori concorso sul tema della montagna: Terra di Jarvier Galan e Saray Garcia, Himalayan last day di Mario Vielmo, Metronomic di Vladimir Cellier, Permafrost di Dennis Timm e Al silencio di Mariano Cocolo. Le cinque storie hanno mostrato la bellezza e la precarietà di una natura incontaminata facendo riflettere sulla sostenibilità e sulla vita stessa.

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