Bici, monopattini: progetto per la sicurezza di ragazzi e ragazze

Comune e Università insieme per la sicurezza stradale con un progetto finanziato dal Governo

Il contrasto alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti ha un nuovo alleato. È il progetto che vede insieme Comune e Università di Verona e che, per la prima volta, prende in considerazione gli utenti ‘deboli’ della strada, ovvero pedoni, ciclisti e utilizzatori della mobilità elettrica su due ruote, in particolare i monopattini. Si vuole cioè indagare l’incidenza di alcol e droga sui sinistri che vedono coinvolte queste tipologie di mezzi e, allo stesso tempo, agire con una serie di interventi di prevenzione soprattutto tra i giovani.

Un progetto ambizioso ma soprattutto innovativo, riconosciuto tale anche dal Governo che lo finanzia con una somma di circa 150 mila euro. Si tratta di una parte del più ampio fondo che il Dipartimento per le politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei Ministri ha stanziato per la realizzazione di progetti innovativi sperimentali in ambito nazionale finalizzati a prevenire e contrastare ogni forma di incidentalità stradale causata dalla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e a promuovere azioni di prevenzione e campagne informative rivolte in particolare ai più giovani.
Nel concreto, nell’arco di un anno, verranno incrociati e valutati i dati raccolti dalla Polizia locale su strada e quelli forniti dall’Azienda ospedaliera e dal laboratorio tossicologico di Medicina legale, per una fotografia dettagliata del fenomeno.
Da qui ai prossimi mesi, quindi, saranno predisposti controlli specifici della Polizia locale sugli utenti della strada che si spostano in bici e sui mezzi elettrici, con l’uso dell’etilometro e di strumenti di nuova generazione. I dati dei controlli a campione si aggiungeranno al numero di feriti e alla rilevazione di alcol e sostanze stupefacenti. Un database completo e aggiornato che fotograferà nel dettaglio il fenomeno e fornirà gli elementi su cui valutare azioni future.
In parallelo, sarà realizzata una massiccia campagna informativa che, attraverso i media e i nuovi strumenti di comunicazione, veicolerà l’importanza della prevenzione tra i cittadini, cercando di raggiungere il target dei più giovani. A questa parte del progetto è destinato circa un terzo del finanziamento complessivo, mentre il restante va a coprire l’attività dell’Università.
Il progetto è stato illustrato oggi dal sindaco Federico Sboarina insieme all’assessore alla Sicurezza Marco Padovani. Presente la prorettrice Donata Gottardi per l’Università di Verona con il direttore dell’unità di Medicina Legale Franco Tagliaro e Alessandra Bonsaver per la Polizia locale.
“Quella contro il consumo e lo spaccio di sostanze stupefacenti è una battaglia che stiamo portando avanti a 360 gradi, uno degli obiettivi primari dell’Amministrazione – ha detto il sindaco -. Lavoriamo su più fronti e con tutti i mezzi e le risorse possibili per debellare il fenomeno e allo stesso tempo tutelare le fasce più deboli della popolazione, a cominciare dai giovani. Con questo progetto andiamo ad incidere anche sul problema della guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti, con l’importante novità che viene valutato sulla micromobilità elettrica. E’ l’ennesima iniziativa che facciamo insieme all’Università, una collaborazione che non è mai stata così proficua come in questi anni e che spazia su tante e diverse tematiche”.
“I monopattini elettrici sono una realtà nuova, ecco perché è bene monitorala anche per quel che riguarda la sicurezza stradale – ha detto Padovani -. La Polizia locale sta già lavorando al progetto, la raccolta dei dati sarà fondamentale per valutare eventuali azioni e interventi, così come la campagna informativa rivolta ai giovani e, più in generale, a tutta la cittadinanza”.
“L’Università continua così la sua attività di indagine, rilevazione e ricerca che esegue quotidianamente come parte attiva della comunità – ha aggiunto Gottardi -. Nello specifico del progetto, ci aspetta una ricerca innovativa non solo nella metodologia ma anche negli obiettivi condivisi con il Comune, e che trovano nella prevenzione lo scopo principale”.
Contributo ufficio stampa Comune di Verona.