Il Premio Socialis ad Andrea Micheletto, laureato dell’ateneo, per la sua tesi sui modelli circolari

Venerdì 4 dicembre la cerimonia di premiazione sul canale Youtube dell’Osservatorio

Andrea Micheletto, laureato del corso magistrale in Direzione aziendale dell’ateneo scaligero con la tesi “Nuovi modelli circolari per la creazione di valore: teoria e casi”, ha ottenuto una menzione speciale al XVIII Premio Socialis. La cerimonia si è svolta il 4 dicembre in diretta streaming sul canale YouTube dell’Osservatorio Socialis. Contemporaneamente si è svolto un Talk intitolato “Alla ricerca dell’Energia. Per ripartire”, cui hanno partecipato, tra gli altri, Maria Ludovica Agrò,  direttrice Punto Contatto Nazionale OCSE in Italia, Benedetta Celata, responsabile Sostenibilità Sogin Spa, Roberto Natale, responsabile Rai e addetto alla Responsabilità sociale, Marisa Parmigiani, presidente CSR Manager Network, Roberta Perfetti, Sustainability project manager TIM e Rosario Valastro, vicepresidente nazionale Croce Rossa Italiana. Nel corso dell’evento è stata presentata l’indagine “Università, Sostenibilità e Next Generation”, sulle nuove competenze del futuro.

La tesi di Andrea Micheletto ha dimostrato, attraverso un’analisi comparativa tra il modello circolare e quello attuale – in riferimento alle principali normative UE e italiane – come tale sistema rappresenterà in futuro un nuovo modo di concepire, produrre e gestire beni e servizi.  “Il lavoro di Andrea Micheletto”, spiega la sua relatrice Silvia Cantele, docente nel dipartimento di Economia aziendale, ” ha evidenziato come le imprese possano scegliere diverse strade per adottare modelli più sostenibili e circolari: molti si basano sul riuso e riciclo, altri puntano anche su un diverso rapporto tra uso e proprietà dei beni. Sviluppi ulteriori dell’economia circolare potranno essere favoriti da cambiamenti culturali e innovazioni che contaminano trasversalmente diversi settori produttivi”.

“L’elaborato”, ha spiegato Micheletto, “ha avuto come obiettivo quello di rappresentare esempi di modelli di business circolari al fine di minimizzare l’impiego di materie prime vergini e l’eccessiva produzione di rifiuti. Questi nuovi approcci costituiscono un diverso modo di creare valore improntato sulla sostenibilità. In futuro questo sistema, se favorito da cambiamenti tecnologici e culturali, potrà ulteriormente svilupparsi creando i presupposti per una radicale trasformazione del modo di concepire e produrre beni e servizi”.

I NUMERI DEL PREMIO SOCIALIS. In 18 anni di Premio Socialis sono pervenute 1013 tesi di laurea da oltre 70 atenei, quest’anno per il 48% del Nord Italia, seguito dal 32% del Centro, dal 19% del Sud e per l’1% delle Isole. Economia è la facoltà più rappresentata (51% delle tesi candidate nel 2020) insieme a Discipline Umanistiche (26%). Seguono Giurisprudenza (14%), Ingegneria e Altre Discipline (4%). 22 gli enti patrocinanti, 41 aziende sostenitrici, 107 i vincitori (comprese le menzioni speciali), 400 gli articoli e le citazioni sui media.

Nel corso dell’evento è stata presentata l’indagine “Università, sostenibilità e Next Generation” sulle nuove competenze del futuro, condotta da Osservatorio Socialis e CSA Research su un campione di docenti italiani. Tra i principali dati emersi dalla ricerca, per il 95% del campione l’impegno degli atenei sui temi della sostenibilità crescerà nei prossimi 2-5 anni, e per quattro docenti su dieci crescerà molto. Tra le ragioni di queste previsioni prevale tra tutte la consapevolezza della centralità del tema. Importante anche il ruolo di promozione svolto dalle istituzioni pubbliche e dai fondi dedicati al tema, che orienteranno le agende accademiche. Anche il mondo economico esprime attenzione al tema della sostenibilità, richiedendo professionalità adeguate alle sfide del futuro particolarmente complesso. Per il 65% dei professori la crisi sanitaria legata all’emergenza Covid-19 avrà un impatto sui percorsi didattici legati ai temi della sostenibilità. 7 professori su 10 sostengono che sarà il mondo accademico e della ricerca ad agire da propulsore nell’attivazione di percorsi didattici legati alla sostenibilità, mentre il 50% si dice convinto che sarà (anche) la società civile ad esigerli.