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Gli esperti analizzano i possibili effetti della proposta di legge del Governo

Negozi chiusi la domenica e nei festivi, con solo alcune, limitate, deroghe. La proposta del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio sta facendo molto discutere, tra chi si dice favorevole e chi invece non vi riscontra aspetti positivi.

La proposta di legge vuole imporre lo stop delle aperture dei negozi e centri commerciali nei weekend e nei festivi “con delle turnazioni” in base alle quali, in ogni giornata festiva, resta aperto il 25 per cento degli esercizi commerciali.

La Costituzione italiana (art. 36, comma terzo), sancisce il diritto irrinunciabile del lavoratore al riposo settimanale, ma non fa alcun riferimento alla necessità che tale riposo cada di domenica, spiega Marco Peruzzi, docente di Diritto del lavoro nel dipartimento di Scienze giuridiche. Inoltre, la chiusura dei negozi potrebbe spostare gli acquisti verso portali di e-commerce stranieri, a danno delle imprese italiane:

 

 

Dal punto di vista economico, la proposta coinvolge diversi attori: grande e piccola distribuzione, dipendenti e consumatori. Come spiega Angelo Zago, docente di Economia industriale nel dipartimento di Scienze economiche, ci potrebbe essere qualche effetto positivo per i piccoli commercianti, ammettendo che i consumatori scelgano il negozio di quartiere, invece che il supermercato. Ci sarebbero invece effetti negativi per i lavoratori, con una stima tra i 10 e i 50mila posti di lavoro che andrebbero persi, e per i consumatori, che vedrebbero limitata la propria possibilità di fare acquisti: