History and international law: an intertwined relationship

Il 4 e 5 giugno, a Firenze, la conferenza finale del progetto che ha ricevuto il sostegno dell'Unione europea all'interno del programma Horizon2020

Il 4 e 5 giugno, a Firenze, si terrà il workshop internazionale “History and international law: an intertwined relationship“, che rappresenta il momento finale del progetto “The 4th Geneva Convention’s Drafting History as the origin of the Responsibility to Protect (R2P) and Duty to Prevent (D2P)”, realizzato da Gilad Ben-Nun, storico delle relazioni internazionali, con la supervisione scientifica di Annalisa Ciampi, docente di Diritto internazionale in ateneo, finanziato nell’ambito del programma di ricerca e innovazione dell’Unione Europea Horizon 2020.

Con lo scopo di esaminare le reciproche e complesse relazioni fra storia e diritto internazionale, il workshop approfondisce quegli eventi storici che hanno avuto un impatto sulla negoziazione dei principali trattati internazionali, e la formazione di corrispondenti norme di diritto internazionale generale. In direzione opposta – dal diritto internazionale alla storia – esso esplora le ipotesi in cui la conclusione di trattati internazionali e la creazione di organizzazioni internazionali hanno cambiato – o comunque influito – sul corso degli eventi storici e sui cambiamenti sociali.

Articolato in quattro diverse aree tematiche – Aspetti teorici e metodologici; Storia e diritto internazionale penale; Storia e diritto internazionale umanitario; Storia e la costituzionalizzazione del diritto internazionale – esso vedrà la partecipazione di giuristi di fama internazionale, fra i quali Giorgio Gaja, professore emerito dell’università di Firenze e giudice della Corte internazionale di giustizia; Paulo Pinto de Albuquerque, giudice della Corte europea dei diritti dell’umo, Rolf Fife Reiner, ambasciatore della Norvegia a Parigi, Mauro Politi, ex giudice della Corte penale internazionale,  Mirjam de Bruin (The Netherlands Red Cross) e i professori Olympia Bekou (University of Nottingham), Erika de Wet (Universities of Pretoria and Bonn), Luigi Condorelli (Universities of Florence & Geneva), Pierre Hazan (University of Neuchâtel  & Transitional Justice at the Centre for Humanitarian Dialogue, Geneva), Bardo Fassbender (University of St. Gallen), Stefan Troebst (University of Leipzig), Sionaidh Douglas-Scott (Queen Mary University of London & University of Oxford) e Yannick Radi (University of Louvain).

Il workshop costituisce l’evento conclusivo del progetto Marie Sklodowska-Curie MSCA-IF-2015: REQUE2 “The 4th Geneva Convention’s Drafting History as the origin of the Responsibility to Protect (R2P) and Duty to Prevent (D2P)” finanziato nell’ambito del programma di ricerca e innovazione dell’Unione Europea Horizon 2020.

Anche se firmata nell’ormai lontano 1949, la Quarta Convenzione di Ginevra per la protezione dei civili in tempo di guerra è ancora di grande attualità. Ma se i conflitti in corso – quello siriano in primis – ne fanno spesso temere la disapplicazione, sono ancora poco noti i presupposti che portarono alla sua sottoscrizione: anche a causa della segretezza degli archivi, aperti solo dopo 50 anni. Il ricercatore Gilad Ben-Nun, con la supervisione scientifica di Annalisa Ciampi, ha cercato di colmare questa lacuna con uno studio interdisciplinare fra diritto internazionale e storia. Già il titolo della ricerca, “Diritto internazionale e storia”, è una novità assoluta: un approccio inedito fin dai suoi presupposti, che l’Unione Europea ha valutato positivamente al punto da arrivare alla concessione del finanziamento sulla specifica tematica proposta. Ma è facile capire come questa nuova sinergia possa aprire la strada a un settore di ricerca assolutamente strategico, in grado di approfondire decine di momenti chiave della storia contemporanea, in ogni angolo del globo, anche alla luce delle specifiche tematiche giurisprudenziali, come auspicano gli stessi autori. Il metodo è decisamente nuovo, e potrà essere applicato a molte altre tematiche, perché il significato giuridico degli atti studiati è diverso da quello storico, e la comparazione può dare grandi apporti.

La conferenza finale del progetto costituirà dunque anche l’occasione per presentare alla comunità scientifica i risultati del lavoro svolto da Ben-Nun negli archivi storici di mezzo mondo (per esempio, si è trovato che il primo gruppo di scritti è della Francia, che il grande sostenitore era l’URSS, e i due paesi che la osteggiavano maggiormente, in origine, furono Usa e Gran Bretagna), nonché la piattaforma ideale per discutere nuove idee per future cooperazioni.