Prospettive di neuroscienze

Al Policlinico di Borgo Roma l’incontro scientifico dell’Istituto nazionale di neuroscienze

Il 27 e il 28 giugno l’università di Verona sarà sede dell’incontro scientifico promosso dal Consorzio interuniversitario “Istituto nazionale di neuroscienze” (Inn). Per due giorni l’aula “De Sandre” del Policlinico di Borgo Roma ospiterà numerosi scienziati di spicco nel panorama delle neuroscienze italiane, un’occasione per fare il punto sulle ricerche condotte oggi in questo ambito e sulle prospettive future. Ospite d’onore sarà la senatrice a vita Elena Cattaneo che lunedì 27 giugno alle 17 terrà una lettura magistrale dal titolo “Staminali come strumento per studi di funzione e trapianto nell’Huntington”.

I lavori saranno aperti lunedì 27 giugno alle 11 da Alessandro Vercelli dell’università di Torino e attuale presidente dell’Inn. Seguiranno nel pomeriggio e nella giornata di martedì 28 giugno quattro sessioni scientifiche su neurobiologia cellulare e molecolare, neuroscienze traslazionali, neuroscienze comportamentali e cognitive, neuroscienza cliniche.

L’Istituto nazionale di neuroscienze. Nato nel 1992, ha l’obiettivo di favorire attività culturali e ricerca nell’ambito delle neuroscienze. Attualmente vi afferiscono quattro sedi universitarie: Verona, Torino, Brescia e Ferrara. L’istituto è fra i 14 consorzi interuniversitari italiani accreditati dal Miur, ministero dell’Università e della ricerca, e dall’Anvur, Associazione nazionale valutazione ricerca universitaria, ed ha ottenuto una valutazione eccellente in occasione dell’ultimo esercizio valutativo da parte dell’Anvur.

Verona e le neuroscienze. La scelta di Verona come sede di questo prestigioso appuntamento conferma il valore della ricerca e degli studi condotti in questo ambito. L’ateneo scaligero gode infatti di una reputazione consolidata nelle neuroscienze, sia per quel che attiene alla ricerca di base che per la ricerca clinica. Le neuroscienze sono legate alla storia di questo ateneo. Hrayr Terzian (1925-1988), neurologo e psichiatra di grande valore e primo rettore dell’ateneo scaligero a partire dal 1982, ha infatti perseguito con tenacia l’obiettivo di fare dell’ateneo veronese uno dei centri di riferimento in Italia per le neuroscienze, che si stavano affermando in quegli anni in ambito nazionale e internazionale. Nell’arco di alcuni anni sono sorti a Verona laboratori di prestigio e produttivi in tutti i campi delle neuroscienze. Il calibro dei neuroscienziati reclutati dall’ateneo veronese ha trovato riconoscimento in numerosi incarichi di prestigio nel panorama nazionale ed internazionale, quali, per citarne solo alcuni, la presidenza della Società italiana di neurologia con Nicola Rizzuto; la presidenza della Società italiana di neurochirurgia e della World Academy of Neurological Surgery con Albino Bricolo; la presidenza delle Società italiana di neuroscienze e la direzione della International Brain Research Organization con Marina Bentivoglio; la presidenza della Società italiana di fisiologia con Giovanni Berlucchi, membro dell’Accademia dei Lincei. Grazie alle solide fondamenta posate fin dalla nascita dell’ateneo scaligero, la ricerca in ambito neuroscientifico è tuttora molto attiva a Verona. “È nostro compito onorare tale tradizione valorizzando al meglio le risorse disponibili e affrontando nuove sfide nel contesto sempre più globalizzato e competitivo della ricerca scientifica“, dichiara Leonardo Chelazzi, ordinario di Fisiologia dell’ateneo e coordinatore dell’unità veronese dell’Inn, “L’appartenenza al consorzio testimonia la forte e consolidata vocazione dell’ateneo per studi che, nel nuovo secolo, hanno assunto alta priorità e per i quali il coordinamento di reti di laboratori è di particolare importanza.”

22.06.2016