Foto di Marco Cerpelloni

Ospite della cerimonia Elena Cattaneo, farmacologa e senatrice a vita

E’ stato inaugurato giovedì 4 dicembre, nell’aula magna del Polo Zanotto il 32esimo anno accademico dell’Università di Verona.

A dare il via ufficiale del nuovo anno di attività didattiche e di ricerca è stato il rettore Nicola Sartor che, dopo un breve excursus sul primo anno del suo mandato è intervenuto sull’importanza della ricerca di base, applicata e sul trasferimento tecnologico. “Le azioni intraprese in questo primo anno – ha detto il rettore – sono volte a raggiungere obiettivi apparentemente in antitesi: rafforzare il legame con il territorio; rafforzare le relazioni internazionali. Da un lato è nostro dovere far conoscere le nostre attività, divulgare le conoscenze, contribuire allo sviluppo del Territorio. Dall’altro i saperi non hanno confini, in ciò facilitati da continui progressi nelle tecniche di comunicazione. In assenza di adeguate politiche pubbliche – ha aggiunto – ogni centro di ricerca dovrà fare il possibile per facilitare il trasferimento delle innovazioni. In questo campo l’università di Verona ha all’attivo quattro principali iniziative, i joint project, gli spin off, il Computer Science Park e la recente costituzione il Polo vitivinicolo di S. Floriano. A questi si aggiungono le attività nel campo della ricerca traslazionale di tipo biomedico e clinico svolte all’interno dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata”. Leggi l'intervento completo

A tenere a battesimo la cerimonia, la senatrice a vita e ordinaria di Farmacologia Elena Cattaneo che ha tenuto l’intervento dal titolo “Il semplice coraggio di tornare a credere nella scienza, in Italia”. “Credo che la ricerca sia importante – ha sottolineato Cattaneo – non soltanto per i risultati che produce e che sono di tutti ma, soprattutto, perché è un allenamento critico ad analizzare le situazioni e a cercare quella che è la verità oggi al meglio delle nostre conoscenze. In Italia si è rotta la cinghia di trasmissione tra fatti e cittadini, tra fatti e istituzioni. Non è così. I fatti esistono e credo che l’università e il mondo della ricerca, gli scienziati, gli intellettuali, debbano mettersi semplicemente a disposizione della società. Occorre investire nelle idee. Se prescindiamo da questo ci precludiamo non solo la possibilità di ottenere risultati per tutti, ma anche la crescita civile del nostro Paese. Credo che questo non sia accettabile”.

A seguire gli interventi della presidentessa del Consiglio degli studenti Maria Giovanna Sandri che ha sottolineato la “centralità del ruolo degli universitari e delle giovani generazioni nel futuro del nostroPaese che ha l'ambizione di poter crescere e garantire ai suoi giovani il futuro che meritano e che tentano di costruire con fatica e sacrifici, a partire dalle mura dell’università di Verona”. Sandri ha poi aggiunto “siamo figlie e figli di un Paese che ha dimenticato cosa siano i diritti fondamentali che spettano alle proprie cittadine e ai propri cittadini, in primis diritto allo studio e diritto al lavoro; abbiamo deciso di percorrere una strada oggi non facile, quella dello studio universitario, perché volevamo formarci e assumere tutti gli strumenti necessari per essere in grado di interpretare la realtà che ci circonda, con spirito obiettivo e critico”.

Tiziana Franco, ordinario di Storia dell’arte medievale, ha tenuto la relazione “Ricerca e beni culturali. Studiare, documentare e valorizzare il patrimonio artistico”. La docente ha presentato le numerose attività di ricerca di base e applicata condotte dall’ateneo scaligero nell’ambito nel campo dei beni culturali. “Nel titolo di questo intervento – ha dichiarato Tiziana Franco – vi è una sintesi delle azioni del nostro impegno scientifico: studiare, documentare e valorizzare. La sequenza non è casuale e i termini corrispondono a momenti interconnessi di uno stesso operare, nessuno dei quali può valere da solo; può sembrare una constatazione banale, ma già da troppo tempo, ad esempio, si sente sostenere un’idea di valorizzazione del patrimonio artistico slegata rispetto alle fasi di studio e di documentazione, intendendola in modi meramente economici o estetizzanti. In realtà, come scrisse Leonardo,  «quelli che s’innamorano della pratica senza la scienza, sono come i nocchieri che entrano in naviglio senza timone o bussola, che mai hanno certezza dove si vadano»”.

La cerimonia si è chiusa con la consegna del diploma di professore onorario a Vanessa Anne Maher, ordinaria nelle discipline etno-antropologiche e la consegna della medaglia dell’ateneo a Alessandro Mazzucco, già rettore dal 2004 al 2013.

Ascolta le interviste ai protagonisti della cerimonia realizzate dalla redazione di FuoriAulaNetwork

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04/12/2014