L'anidride carbonica, una risorsa che si può riutilizzare

Premiato a Roma il progetto ECO2 di Nazareno Vicenzi, neolaureato in Biotecnologie agroindustriali dell'Università di Verona

Riutilizzare l’anidride carbonica derivata dalla fermentazione del vino per gasare le bevande? È questa la scommessa da cui è partito Nazareno Vicenzi per realizzare il progetto E-C02, vincitore della seconda edizione del concorso “La tua idea per il paese” per il centro e nord Italia. Vicenzi, 26 anni, neolaureato in Biotecnologie agroindustriali all’Università di Verona, ha ricevuto il riconoscimento in occasione del prestigioso evento che si è tenuto venerdì 10 gennaio a Roma nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Tra le autorità intervenute i Presidenti dell’Associazione ItaliaCamp, Antonio Catricalà e Fabrizio Sammarco e della Fondazione ItaliaCamp, Gianni Letta e Pier Luigi Celli.

E-C02. Il processo di fermentazione dell’uva al centro della riflessione da cui è partito Vicenzi per la sua idea: riutilizzare l’emissione di anidride carbonica derivata dalla trasformazione del mosto in vino. Ogni anno infatti la produzione di vino porta alla liberazione di una grande quantità di anidride carbonica nell’atmosfera contribuendo all’ammontare dell’emissione di gas serra. L’anidride dispersa diviene così dannosa per l’ambiente e inoltre sprecata perché potrebbe essere riutilizzata nel settore enologico ma anche in altri che ne fanno ampio consumo. Con il suo progetto Vicenzi propone un metodo per ridurre, riutilizzare ma soprattutto riciclare quest’anidride carbonica. L´obiettivo è quello di captare la CO2 liberata dalla fermentazione alcolica vinaria, comprimerla (con tecnologie implementate in altri settori) e purificarla per restituirle il suo valore di risorsa. Si punta dunque primariamente al suo re-impiego nelle cantine, per la saturazione di ambienti o nella pressatura di uve bianche, o in altri settori industriali come per la gasatura di bevande. Si tratta di una vera avanguardia enologica, da subito sostenuta dal Consorzio del Soave.

ItaliaCamp. L’associazione ItaliaCamp nasce nel 2010 per promuovere e sostenere l’innovazione sociale lavorando per colmare la distanza tra la nascita di un’idea e la sua realizzazione. Un network che unisce 70 università Italiane con Istituzioni e Imprese Paese grazie a un innovativo modello di confronto e partecipazione per la società civile, che sfrutta le nuove tecnologie, ma sa anche sviluppare nuovi strumenti, come il BarCamp. Al suo interno si incontrano, si contaminano e si arricchiscono innumerevoli background professionali, tante opinioni, differenti generazioni. Un grande patrimonio al servizio del rinnovamento e della modernizzazione del Paese.

 

14.01.2014