Tre anni di Tavi a Verona

Un evento scientifico per condividere i risultati dell'attività nel campo della medicina cardiovascolare

L'Unità di Cardiologia dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona ha organizzato un evento scientifico e divulgativo per fare il punto della situazione dopo tre anni di attività di impianto trans-catetere di protesi valvolari aortiche, Tavi, nel trattamento di pazienti con stenosi valvolare aortica ad alto rischio. Ospite d’onore del convegno è stato Alain Cribier, direttore di Cardiologia del Centro ospedaliero universitario di Rouen, Francia, uno degli inventori della tecnica e primo medico al mondo ad aver impiantato una valvola aortica trans-catetere in essere umani. 

La Tavi rappresenta uno dei più significativi progressi nel campo della medicina cardiovascolare,una tecnica completamente percutanea che consente il posizionamento di una protesi aortica biologica senza la necessità di un intervento di chirurgia toracica e cardiaca e, spesso, senza il bisogno di un’anestesia generale. Fino a pochi anni fa il paziente con stenosi aortica grave che non poteva essere sottoposto all’intervento classico di cardiochirurgia non aveva alternative terapeutiche. Oggi, grazie alla Tavi, i soggetti con stenosi aortica possono ottenere una migliore qualità di vita. In tre anni di attività, l’Heart Team, coordinato da Corrado Vassanelli, direttore della sezione di cardiologia e docente di Cardiologia del dipartimento di Medicina, ha eseguito oltre 100 interventi Tavi con risultati eccellenti. Importanti risultati che hanno fatto del centro veronese una delle strutture di riferimento per questi interventi e per la formazione.