Il dipartimento di Economia aziendale fotografa l’agricoltura veronese

Presentati alla Camera di Commercio i risultati del progetto “Agri.Lab.Verona” coordinato da Diego Begalli

Aziende giovani e mediamente più grandi. È questa, in estrema sintesi, la fotografia del comparto agroalimentare che emerge dal progetto “Agri.Lab.Verona” coordinato da Diego Begalli del dipartimento di Economia Aziendale e sostenuto dalla Camera di Commercio di Verona. L'Università ha passato a setaccio i bilanci delle aziende agricole scaligere che operano nel comparto, tracciando il quadro di un settore che sta subendo profondi mutamenti anche nell'organizzazione aziendale. I risultati di questa ricerca sono stati presentati nella sede della Camera di Commercio in occasione del convegno “Agri.Lab – Nuove metodologie di monitoraggio e analisi delle performance economiche dell’agricoltura veronese”.  Bettina Campedelli, pro-rettore vicario e docente di economia aziendale e Diego Begalli, docente di economia ed estimo rurale, hanno presentato la ricerca dopo i saluti del presidente della Camera di Commercio Alessandro Bianchi.
Diego Begalli fa il punto su questi interessanti risultati.


Questo lavoro nasce dal progetto “Agri.Lab.Verona” da me coordinato a partire dall’aprile 2009 e che vede come partner l’Università degli Studi di Verona, la Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Verona e la Federazione Provinciale Coldiretti Verona. Si tratta, tuttavia, di un progetto pilota per il quale è auspicabile uno sviluppo attraverso un ulteriore ampliamento della rete di collaborazioni.

Il progetto ha diversi obiettivi: la realizzazione di un laboratorio economico permanente per l’analisi delle performance dell’agricoltura e la valutazione della produzione lorda vendibile (Plv) della provincia di Verona; la riformulazione della Plv dell’agricoltura veronese per mezzo di un approccio agribusiness; la collocazione in termini più attuali dell’incidenza dell’agricoltura nel sistema agribusiness e nell’economia della provincia veronese; l’analisi in chiave dinamica delle direzioni di sviluppo, delle velocità e delle performance delle singole filiere; la predisposizione di uno strumento di politica economica ad uso degli attori delle scelte pubbliche e private.

Per raggiungere questi obiettivi sono stati ristrutturati, razionalizzati e integrati database di diversa natura e provenienti da diverse fonti. Partendo dai dati tecnici e fiscali degli associati Coldiretti e dai dati dell’agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura (Avepa) sul sostegno pubblico si è giunti alla predisposizione del database integrato dell’osservatorio del settore agricolo, contenente informazioni sulla localizzazione delle imprese, sulla loroforma giuridica ed il settore, sulle caratteristiche demografiche dell’imprenditore, sulla superficie agricola utile (Sau), sui ricavi, i costi, il valore aggiunto e l’Iva negli anni dal 2006 al 2010 e sul sostegno pubblico negli anni 2009 e 2010.

Partendo da una popolazione totale di 9.260 imprese nel 2010, si è giunti ad un campione di 1.381 unità, divise in diversi settori, come quello dei seminativi, il vitivinicolo, l’ortofloricoltura, la zootecnia ed altri.

Le prime elaborazioni delle informazioni hanno messo in luce interessanti risultati sia dal punto di vista strutturale che economico. Tra questi è emerso come determinati settori, come quello dei seminativi, siano legati ad una conduzione maschile e più anziana rispetto alla media del campione. Al contrario, attività a più alta concentrazione di servizio, come il settore dell’ospitalità, risulta essere più connesso ad un’imprenditorialità femminile e giovane. Si evidenzia inoltre la proporzionalità inversa tra età dell’imprenditore e la superficie agricola utile dell’impresa da lui condotta.

I settori che generano maggior fatturato sono quello dei seminativi, della zootecnia e con una punta di eccellenza, il vitivinicolo. Le forme giuridiche societarie, sebbene nella natura di società semplici, sono le maggiori destinatarie di sostegno pubblico, che deriva soprattutto dalle politiche agricole comunitarie, maggiormente influenti nei settori dei seminativi, della zootecnia e dell’ospitalità e dei servizi.

La riformulazione della produzione lorda vendibile dell’agricoltura veronese è stata calcolata sulla base di 120.784.836 euro di ricavi generati dal campione nel 2010. Questi risultati sono stati proiettati sull’intera popolazione delle imprese agricole veronesi, tenendo conto del grado di rappresentatività del campione e degli associati a Coldiretti. Si è giunti alla stima della produzione lorda vendibile agricola della provincia di Verona pari a circa 2,300 miliardi di euro, vale a dire oltre il 50% in più rispetto ai dati forniti dalle statistiche ufficiali.


di Diego Begalli