Emilio Salgari

Un convegno per indagare i perché dell’avventura

Cento anni fa scompariva uno dei più grandi scrittori d'avventura italiani, Emilio Salgari. L'anno salgariano, indetto in onore del centenario della morte dello scrittore veronese è stato l'occasione, sabato 8 ottobre, per il convegno di studi “Ricordando Emilio Salgari. I percorsi dell’avventura”, organizzato da Silvia Blezza Picherle, docente di Letteratura per l’infanzia e Pedagogia della Lettura dell'ateneo. Un incontro aperto a tutti, un momento di riflessione per indagare le motivazioni dell'avventura, partendo da un autore che ne ha fatto la sua prima ragione di vita. Avventura come chiave di lettura del mondo, metafora della vita in cui scoprire nuovi aspetti del proprio percorso, per affrontare con coraggio e determinazione le sfide di tutti i giorni.

 
Salgari e il significato dell'avventura.  L’organizzatrice del convegno afferma che questo “partendo dall’ottica della Letteratura per l’infanzia e l’adolescenza indaga il senso profondo dell’Avventura, le metamorfosi che ha vissuto e le ragioni che la rendono ancora attuale”.  È per raggiungere questo scopo che “si parte da Salgari per esplorare il romanzo d’avventura per ragazzi nei suoi personaggi e tratti distintivi, per approdare all’opera di un altro grande autore come Jack London, per tratteggiare un personaggio “storico” del fumetto italiano come Tex e infine per cogliere le nuove forme narrative in cui l’Avventura si contamina con altri generi”. Una lunga mattinata, ricca di studi, interventi e considerazioni, per uno scrittore che, secondo i relatori  “ha portato alla ribalta una realtà di provincia, quella veronese, oggi internazionale, ma allora quasi nascosta. La capacità di Salgari di porsi all'esterno, di  fare collegamenti tra questo angolo di mondo e gli orizzonti più ampi a cui lui guardava, può essere lo stimolo per guardare alle cose con uno sguardo diverso, con una visione più ampia”. Allargare lo sguardo per scoprire i veri significati dell'avventura è un qualcosa che, “ci mette alla prova, ci aiuta a crescere. Ogni piccola avventura è un gradino su una scala che è avvolta nella nebbia: finché non percorri tutti i gradini non sai dove questa scala ti può condurre, ma è comunque importante percorrerli tutti”.

 
L’avventura verso il futuro. Come rimarcato da Silvia Blezza Picherle il senso profondo dell’incontro risiede dunque nel cercare “un momento di riflessione che, muovendosi dall’esperienza di un autore assunto quasi a epitome di questo genere letterario, si propone di ragionare sui ‘perché’ dell’Avventura”, cercando di comprendere “che cos’è oggi, quale il suo senso, la sua attualità”.  Infatti, sottolinea l’organizzatrice del convegno, “l’autentica Avventura, quella che spinge l’uomo a confrontarsi, senza vincoli spaziali e temporali, con se stesso e le grandi questioni della vita esiste ancora”, sotto il diverso “profilo con il quale si è adeguata alla contemporaneità”.