Polo Zanotto

L'ateneo ha dedicato una giornata ai temi dell'innovazione e dell'imprenditorialità

“Le imprese sono come un motore che senza il carburante della ricerca non possono andare avanti” così il rettore Alessandro Mazzucco ha aperto l’evento dedicato ai temi dell’innovazione e dell’imprenditorialità. Non solo studenti nell’aula magna al Polo Didattico Zanotto, ma anche persone del mondo imprenditoriale hanno assistito a questa giornata. Il calendario è stato molto fitto, scandito in tre momenti principali: il convegno della mattina, la tavola rotonda del pomeriggio “Innovare in Veneto, oltre la crisi” e le premiazioni della finale regionale Start Cup Veneto 2009.

L’intervento del Rettore. “Non v’è dubbio che le imprese sono la ricchezza del Paese – ha spiegato nel suo intervento di apertura il rettore dell’università scaligera – ma se le imprese sono il motore, la ricerca è il carburante: fare impresa sottraendo la capacità di innovare, di progredire, di convertire, di migliorare, significa mutilare questa attività”. Nel corso del suo intervento il rettore ha portato l’esempio della Francia e della Germania, Stati che aumentano la quota a disposizione dei ricercatori proprio per far fronte alla crisi. “Purtroppo questo da noi non si capisce, e alcune prese di posizione sono, francamente, incomprensibili – ha sottolineato Mazzucco – il principale produttore di ricerca è il sistema universitario, noi siamo in una situazione paradossale, la cui inaccettabilità appare in maniera clamorosa quando poi si va a tagliare il fondo di finanziamento delle università. La ricerca è una: non si deve distinguere tra ricerca di base e applicata, perché la ricerca di base è il punto di partenza per le applicazioni: facendo così si tende a separare l’Università dall’impresa. Il convegno , la tavola rotonda e il riconoscimento che verrà dato ai vincitori di questo concorso, non sono altro che l’indirizzo da percorrere, cioè quello di fare sinergia”.

Gli aspetti psicosociali. Nel corso della mattinata, Carlo Odoardi dell’Università di Firenze ha fatto il punto sugli aspetti psicosociali dei processi imprenditoriali: “L’innovazione nasce su una base di creatività, quella creatività che viene anche dal piccolo, cioè una buona idea, che sia nuova e utile al contesto di riferimento – ha sottolineato-. Abbiamo una classe imprenditoriale buona, ma anziana, che ha costruito delle buone idee imprenditoriali; il problema è la successione, la nuova generazione: non c’è una preparazione culturale all’imprenditorialità, c’è una cultura al posto dipendente, ma non al creare delle condizioni perché si possa favorire una creazione d’impresa. In qualche modo si può dire che la classe dell’imprenditore italiano sta scomparendo, quasi come se ci fosse attenzione alla politica di managerialità, che è un concetto differente da imprenditorialità”.

Impresa e innovazione. “Gli imprenditori devono avere l’occhio lungo per vedere come dall’Università nascono nuove idee per nuove imprese – ha aggiunto Michele Marzola di Per Innovare Spa – abbiamo bisogno di creare imprese innovative, che possano dare quella crescita di fatturato che vada a compensare i dati del 2008 e del 2009. Serve comunque coraggio: per guardare al futuro è necessaria innovazione. Bisogna saper collocare bene queste idee, in modo che siano comprensibili, avvincenti e immediatamente gestibili”.