Presentata la quinta edizione di Kidsuniversity

Al via il 12 settembre l’evento dedicato a bambini e ragazzi

Far conoscere l’università ai più giovani come modo di espandere la cultura, con queste parole si è aperta la conferenza stampa di presentazione della quinta edizione di Kidsuniversity, tenutasi martedì 3 settembre nella biblioteca Vanzetti di palazzo Giuliari. Sono intervenuti  il rettore Nicola Sartor, Francesca Briani, assessore alla Cultura del Comune di Verona, Lucio Biondaro, amministratore delegato di Pleiadi, Giuseppe Venturini, dell’Ufficio scolastico regionale per il Veneto e numerosi rappresentanti di società ed enti partner dell’evento, organizzato dall’Università di Verona e da Pleiadi con la collaborazione de L’Arena , Focus Junior, Gsk – Glaxo Smith Kline, Acque veronesi, Atv, Gardaland Sea Life, Frantoi Redoro, e con la partecipazione di Aga – Tocatì, Festival dei giochi in strada, Comune di Rovereto, Teatro Stabile di Verona / Teatro Nuovo, associazione culturale EXP – Are we human, Children’s Museum Verona e Palladio Museum di Vicenza.

Kidsuniversity è l’evento che abbina l’apprendimento al divertimento e si terrà dal 12 al 22 settembre, con la partecipazione di docenti ed esperti che faranno conoscere il mondo dell’università ai bambini  dagli 8 ai 13 anni. L’incontro con il sapere sarà allargato a tutta la famiglia, grazie al nutrito programma di attività pensate per regalare un’esperienza condivisa a bambini e adulti.

“Non siamo una torre d’avorio ma vogliamo essere un luogo  aperto a tutti, anche ai bambini”,  ha esordito  il rettore dell’ateneo scaligero Nicola Sartor, ringraziando successivamente i relatori presenti al tavolo. Francesca Briani ha ribadito il desiderio costante dell’amministrazione comunale di contribuire con l’università a questo importante progetto per i giovani e per il territorio.

Giuseppe  Venturini ha poi ricordato l’importanza della didattica e di come “Kidsuniversity crea un grande collegamento con le esigenze del territorio”. “Al giorno d’oggi non esiste più un luogo fisico adibito alla cultura ma essa si trova dappertutto”, ha concluso Lucio Biondaro, “forse cultura significa anche sapere dove e come cercare informazioni”.