GoTo Science – La ricerca raccontata davanti a un bicchiere di vino

Una serie di appuntamenti per far conoscere i progetti di ricerca di ateneo in un ambiente piacevole e informale

Avvicinare i cittadini al mondo della ricerca attraverso una serie di appuntamenti organizzati in alcuni locali di Verona, per raccontare i progetti di studio in un contesto piacevole e informale. È GoToScience, evento ideato dall’area Comunicazione e dall’area Ricerca di ateneo, che ha l’obiettivo di far ascoltare le presentazioni di alcuni studi realizzati da ricercatori o team dell’università di Verona, davanti a un bicchiere di vino o a un aperitivo.

“L’ateneo lancia “GoTo Science”, un goto di vino per la scienza, giocando con il dialetto e l’inglese, per portare la scienza in mezzo alla gente”, spiega Mario Pezzotti, delegato del rettore alla Ricerca. “Così come in Inghilterra è possibile parlare di scienza nei pub, davanti a una pinta di birra, attraverso l’iniziativa Pintofscience, così anche noi abbiamo voluto portare i nostri ricercatori in alcune osterie di Verona a illustrare e discutere le loro ultime ricerche e scoperte direttamente con la popolazione”.

Il primo appuntamento è in programma lunedì 13 novembre, alle 19, alla locanda Lo Speziale di via XX Settembre 7c. Il tema della serata sarà “Chi la conosce Veronetta?“, il progetto di ricerca “ATLAS Veronetta“, appena concluso dopo un anno di lavoro, spiegato dai protagonisti.

Questo tipo di evento si inserisce tra le iniziative realizzate dall’università nell’ambito della cosiddetta Terza missione, con l’obiettivo di portare la conoscenza scientifica fuori dai laboratori e dalle aule universitarie.

Atlas#Veronetta. Lo studio è stato realizzato da un consorzio composto dai dipartimenti di Scienze giuridiche, Scienze umane e Culture e civiltà dell’università di Verona, dall’istituto di ricerca Laa-Lavue Ensa (Laboratoire Architecture Anthropologie) di Paris La Villette e da una rete di 22 enti del terzo settore, per lo più associazioni, ma anche istituti scolastici e religiosi tutti con sede a Veronetta. La ricerca, realizzata anche grazie al contributo di Fondazione Cariverona, aveva l’obiettivo di analizzare il quartiere e la sua trasformazione, a partire da un lavoro sul campo.