Medicina di genere: dimostrate importanti differenze tra le cellule endoteliali maschili e femminili

Lo ha dimostrato una ricerca della Statale di Milano, in collaborazione con l'università di Verona, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l'Istituto nazionale dei tumori

Esistono importanti differenze tra le cellule endoteliali maschili e femminili, differenze osservate fin dalla nascita, quindi innate. A dimostrarlo uno studio guidato da Maria Grazia Cattaneo e Lucia Vicentini del dipartimento di Biotecnologie mediche e Medicina traslazionale dell’università Statale di Milano e condotto in collaborazione con Ilaria Decimo e Marzia di Chio della sezione di Farmacologia, diretta da Guido Fumagalli, del dipartimento di Diagnostica e Sanità pubblica, dell’ateneo di Verona, il Consiglio nazionale delle ricerche e l’Istituto nazionale dei tumori.

Le cellule endoteliali rivestono la superficie interna dei vasi sanguigni, e il loro corretto funzionamento è necessario per contrastare l’insorgenza delle malattie cardiovascolari e dell’aterosclerosi.

I fattori di rischio per queste malattie (fumo, ipercolesterolemia, diabete, ipertensione, obesità, solo per citare i principali) modificano, prima di ogni altra cosa, proprio la funzione delle cellule endoteliali, in particolare la loro capacità di produrre l’ossido nitrico indispensabile per mantenere i vasi dilatati e per ostacolare l’aggregazione delle piastrine. L’ossido nitrico è essenziale anche per la formazione di nuovi vasi sanguigni – la cosiddetta angiogenesi – che dipende dal movimento e dalla crescita delle cellule endoteliali. Lo studio – pubblicato su “Scientific Reports” – ha dimostrato che le cellule endoteliali femminili producono più ossido nitrico rispetto a quelle maschili in quanto contengono una maggiore quantità dell’enzima che lo sintetizza. Inoltre, le cellule endoteliali dei due sessi utilizzano strategie differenti per la formazione di nuovi vasi sanguigni.

“La dimostrazione che le cellule endoteliali femminili producono più ossido nitrico rispetto a quelle maschili – perché contengono una maggiore quantità dell’enzima che lo sintetizza – potrebbe spiegare la maggior protezione contro le malattie cardiovascolari che caratterizza le donne prima della menopausa”, spiega Ilaria Decimo.

Un aspetto molto interessante che emerge da questo studio è che le differenze osservate tra le cellule endoteliali dei due sessi sono presenti fin dalla nascita, il che suggerisce che sono proprietà innate e che dipendono in modo pressoché esclusivo dal fatto che la cellula sia maschile o femminile. Questa ricerca aggiunge un importante tassello alla comprensione dei meccanismi che stanno alla base delle differenze tra uomini e donne nell’incidenza delle malattie cardiovascolari e dell’aterosclerosi, a tutt’oggi la principale causa di morte nel nostro Paese. I risultati di questa ricerca ribadiscono l’urgenza di indagare le profonde differenze biologiche e fisiologiche che esistono già a livello cellulare tra maschi e femmine, ancora in gran parte inesplorate.

Una più approfondita conoscenza dei meccanismi utilizzati dai due sessi per l’esecuzione di fondamentali processi biologici potrà portare alla luce nuovi bersagli molecolari per lo sviluppo di innovative strategie preventive e/o terapeutiche sex-oriented, con l’obiettivo di ripensare prevenzione, diagnosi e cura delle malattie per avvicinarsi sempre più a una medicina di precisione e a un’assistenza sanitaria personalizzata.

Sex-specific eNOS activity and function in human endothelial cells.

Sci Rep. 2017 Aug 29;7(1):9612. doi: 10.1038/s41598-017-10139-x.