“BE_YOU”, per riflettere su body shaming e body positivity

Laboratorio per studentesse e studenti si conclude con un racconto visivo disponibile sui canali di comunicazione Univr

In occasione della Giornata Internazionale per i Diritti delle Donne, il Cug, Comitato unico di Garanzia di ateneo, proseguendo idealmente l’esperienza della recente campagna contro l’uso di un linguaggio violento e sessista, ha organizzato il laboratorio “BE_YOU”, che si è svolto lunedì 1 marzo, per riflettere sui temi del body shaming e del body positivity.

Al laboratorio, introdotto da Alessandra Cordiano, presidente del Cug, condotto da Debora Viviani, ricercatrice del dipartimento di Scienze umane, con la collaborazione di Chiara Antonioli, responsabile della Comunicazione visiva di ateneo, e il supporto di Elena Giovannini, psicologa dello Sportello di ascolto di ateneo, hanno partecipato circa 20 tra studenti e studentesse.

“Nel corso dell’esperienza si è riflettuto sull’importanza del “corpo” come veicolo di relazione sociale – sottolinea Cordiano. Le studentesse e gli studenti hanno partecipato in modo coinvolgente cercando di cogliere come l’uso dei termini e delle parole possono essere arma di violenza.”

Il body shaming non è, infatti, solo l’insulto o l’esplicita violenza verbale, ma qualsiasi parola o frase che possa far vergognare e far sentire inadeguato l’altro. “Il corpo è strumento di rappresentazione individuale il cui valore si è modificato nel tempo. Tutte/i hanno partecipato evidenziando quale importanza assume il proprio corpo nella percezione del proprio sé. Nel laboratorio è emerso come la perfezione, anche corporea – specifica Viviani – possa essere un concetto relativo che sottolinea l’importanza di riconoscere a ogni persona la propria unicità.”

“Un racconto visivo, simbolico e metaforico – conclude Antonioli – ha accompagnato il laboratorio e stimolato la riflessione su possibili “sguardi diversi” al problema del body shaming e alla prospettiva del body positivity, intesa come accettazione e riconoscimento del sé, come sé unico”.

Questa prima esperienza si è concretizzata con la proposta, su tutti i canali digitali universitari, di uno slideshow che ha reso esplicite parole e immagini emerse dal confronto.