L’educazione finanziaria come tutela pubblica

L’italia agli ultimi posti per conoscenze finanziare. Appello ai giovani: educatevi all’economia

L’Italia si trova agli ultimi posti della classifica internazionale in fatto di educazione finanziaria. Dato confermato dalle indagini OCSE e IACOFI, presentate all’appuntamento “Educazione finanziaria: una finestra tra presente e futuro” di lunedì 26 novembre, promosso dall’ateneo. “Solo un cittadino su tre ha basi di economia e finanza”, spiega Gian Pietro Cipriani, direttore del dipartimento di Scienze economiche, intervenuto all’incontro a fianco di Renzo Chervatin, rappresentante di Unicredit Nord Est, Daniela Palumbo, direttore Banca d’Italia alla sede di Verona e altri esperti del settore.

“L’incontro, che in origine doveva tenersi a ottobre, nell’ambito del mese dell’educazione finanziaria, indetto quest’anno per la prima volta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, poi rinviato per maltempo”, spiega Alessandro Bucciol, docente di Econometria dell’ateneo e referente dell’appuntamento, “si pone l’obiettivo di accrescere l’interesse verso un tema che, quotidianamente, coinvolge ogni comune cittadino”. L’educazione finanziaria ha lo scopo di rendere il cittadino consapevole delle proprie scelte economiche.

“Accrescere la capacità di tutti di destreggiarsi con le basi di educazione finanziaria, migliora la condizione di cittadino. Lo rende consapevole dei propri diritti e ne aumenta l’efficacia di tutela pubblica”, sono le parole di Daniela Palumbo. Questo perché sempre di più è richiesto direttamente al singolo risparmiatore di saper gestire i propri risparmi e avere un contatto diretto con enti di investimento. Sono messi in atto quindi strategie di programmazione per la diffusione di educazione finanziaria che si basano su censimenti per stabilire le modalità e il target verso cui è necessario intervenire.

È stato notato che il dislivello di conoscenze inerenti l’educazione finanziaria rispecchia la situazione sociale, colpendo giovani, donne e pensionati e differenziandosi, inoltre, in base alle zone geografiche. “I giovani hanno un potenziale maggiore per la ricerca di informazioni e di possibilità di educarsi a scelte economiche, partendo semplicemente da internet.” continua Bucciol “Inoltre, strutture governative quali, Ministero, Banca d’Italia e le università, tra le quali l’ateneo di Verona, stanno proponendo iniziative per rendere l’educazione finanziaria di dominio pubblico, rivolte sia ai giovani che a chiunque voglia approcciarsi alla materia”.