Hrayr Terzian, il ricordo del primo rettore dell’università di Verona

Ci ha parlato del suo importante lavoro Nicolò Rizzuto, docente di Neurologia

Il 25 luglio è stato l’anniversario della scomparsa del primo rettore dell’università di Verona, Hrayr Terzian. Docente e luminare di Neurologia, Terzian è stato una fonte di ispirazione per colleghi e studenti, oltre che direttore della Clinica neurologica dell’ateneo scaligero.

Dopo l’intitolazione di una via a suo nome, nel 2016, e i numerosi convegni organizzati in memoria del suo lavoro, quest’anno, per commemorare la ricorrenza, l’università di Verona ha raccolto la testimonianza di Nicolò Rizzuto, già docente di Neurologia. Rizzuto ha ricordato, in particolare, l’entusiasmo che Terzian impiegò nel pensare, costruire e dare vita alla Clinica neurologica di Verona. Un luogo in cui promuovere lo sviluppo della ricerca medica sul territorio.

 

Hrayr Terzian, scomparso a 63 anni, è noto in tutto il mondo scientifico per la scoperta di una encefalopatia post-traumatica (sindrome di Terzian-Dalle Ore). Figlio di armeni rifugiati in Etiopia durante la Prima guerra mondiale, arrivò in Italia da adolescente e si laureò a Padova nel 1948. Iniziò poi a frequentare la clinica neurologica diretta da uno dei maggiori neurologi del Novecento, Giovanni Battista Belloni. La sua preparazione scientifica si arricchì a Londra nel reparto neurologico del National Hospital, a Marsiglia, dove apprese le frontiere più avanzate della neurofisiologia mondiale. La sua carriera universitaria iniziò a Padova come assistente, poi come professore a Cagliari nel 1966 per approdare a Verona nel 1970, quando la facoltà di medicina era ancora un distaccamento dell’ateneo patavino. Attento agli aspetti sociali e politici della pratica medica, con Franco Basaglia fu uno dei più strenui difensori della Riforma psichiatrica prevista dalla legge 180 del 1978. Quando, nel 1982, l’università di Verona divenne autonoma, ne fu il primo rettore: la sua idea di ricerca e progresso significò il successo del neonato ateneo. All’inaugurazione del primo anno accademico volle la presenza di Sandro Pertini, allora Presidente della Repubblica. Terzian credeva nel ruolo centrale dell’università come luogo di elaborazione e sviluppo di una coscienza critica da parte degli studenti, una comunità dove si creano le basi del progresso culturale, sociale e scientifico.

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