La piroga di abiti di seconda mano

La tre giorni di convegno internazionale si è svolta a Verona dal 19 al 21 maggio

Artiste, professioniste dei servizi socio-sanitari, ricercatrici, docenti, educatrici, donne e uomini che operano nel sociale e vivono esperienze comunitarie. Questi i protagonisti del convegno “Connessioni decoloniali”, che si è svolto il 19 e 20 maggio nell'aula T1 del polo Zanotto e il 21 maggio nella sala Lodi di via San Giovanni in Valle. L’iniziativa è stata organizzato da Rosanna Cima, ricercatrice di Pedagogia generale e sociale nell’università di Verona in collaborazione con Maria Livia Alga, antropologa e Mariateresa Muraca, dottoressa di ricerca in Scienze della formazione.

“Il convegno Connessioni decoloniali – ha spiegato Rosanna Cima– è il culmine di tre mesi di iniziative che si sono svolte sia a Verona che in altre città vicine, tra cui Padova e Venezia, in cui abbiamo proposto dei laboratori e dei momenti di discussione con molti ospiti. Il progetto nasce da un ampio ventaglio di aspetti come la dimensione personale, gli studi di ciascuna di noi, gli impegni, gli interessi politici e di ricerca. Questi aspetti, molto diversi tra loro, hanno però delle connessioni. Il desiderio di svolgere questa parte del progetto all’interno dell’università, non è dovuto al fatto che sia promosso anche da  ricercatrici universitarie, ma piuttosto per dare la possibilità di parlare in accademia anche a persone che normalmente, nell’accademia, non hanno parola”.

Durante il convegno è stata esposta al Polo Zanotto una piroga a grandezza naturale (foto) realizzata con vestiti da donna di seconda mano. La raccolta degli abiti, iniziata il 15 marzo e proseguita ad aprile, è stata organizzata dal Laboratorio Connessioni Decoloniali e dall'Associazione Equilibrio Precario, nella sede del laboratorio autogestito ParaTodos in viale Venezia 51.

24.05.2016