Ad ArcNet il Jeremy Jass Prize

Un riconoscimento internazionale e 12 pubblicazioni: così ha inizio il 2016 del centro diretto da Aldo Scarpa

Il 2016 si preannuncia un anno di grandi risultati per il Centro di ricerca applicata sul cancro ArcNet “Miria Cherubini Loro” diretto da Aldo Scarpa, docente di Anatomia patologica dell’università di Verona. Sono già 12 le pubblicazioni scientifiche pubblicate da gennaio a oggi dagli scienziati del team. Inoltre, il 18 febbraio, il Journal of Pathology ha annunciato l’assegnazione del “Jeremy Jass Prize for Research Excellence in Pathology” alla ricerca“Targeted next-generation sequencing of cancer genes dissects the molecular profiles of intraductal papillary neoplasms of the pancreas” firmata ArcNet e pubblicata nel 2014.

Il Jeremy Jass prize viene assegnato alla ricerca maggiormente citata nell’anno appena trascorso, ovvero nel 2015. Quella, cioè, su cui la comunità scientifica di riferimento ha maggiormente rivolto la propria attenzione riconoscendo una ricerca come la più rilevante in quell’ambito. In questo lavoro vengono infatti descritte le mutazioni specifiche dei diversi sottotipi di cisti neoplastiche del pancreas e la possibilità di riuscire a diagnosticarle utilizzando un prelievo del liquido delle cisti. Eccellenza nella ricerca di base cui corrisponde quindi capacità di innovare la pratica clinica come testimonia anche la pubblicazione sulla rivista scientifica Oncotarget dello studio “BRCA somatic and germline mutation detection in paraffin embedded ovarian cancers by next-generation sequencing”.  Nella ricerca gli scienziati descrivono, in particolare, una nuova metodica per la diagnosi di mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 (noti per il caso Angelina Jolie) nei tumori alle ovaie. “Si tratta – spiega Aldo Scarpa – di una tecnologia applicabile in diagnostica che, a costi contenuti e in tempi rapidi, consente di rilevare la presenza di  mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 presenti non solo nei tumori dello ovaie, ma anche nella mammella e nel  pancreas. L’Azienda ospedaliera universitaria di Verona ha già adottato nuovi Kit diagnostici basati su questa tecnologia – aggiunge Scarpa – da applicare nella routine dei tumori della mammella e dell’ovaio ai fini della personalizzazione delle terapie farmacologiche”.

ArcNet nasce nell’Agosto 2008 con l’obiettivo di focalizzare la ricerca sulla scoperta di nuovi marcatori tumoraliper lo sviluppo di applicazioni cliniche innovative, tramite la creazione di un’infrastruttura a Verona e reti di collaborazioni locali, regionali, nazionali e internazionali. Queste ultime si sono concretizzate nella partecipazione a progetti finanziati dalla Comunità europea sulla personalizzazione delle terapie oncologiche e al Consorzio Internazionale sul Genoma del Cancro che ha lo scopo di sequenziare l’intero genoma dei diversi tipi di cancro in cui ArcNet rappresenta l’Italia. Il centro ha, inoltre, il coordinamento di un progetto nazionale finanziato da Airc (5 per mille) per lo sviluppo di strumenti innovativi per la diagnosi precoce del cancro. Nei sette anni di vita ArcNet ha  individuato nuovi marcatori per i diversi tipi di tumore che nascono nel fegato, nel pancreas, colon e polmone, ha collaborato con il laboratorio di diagnostica molecolare dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, con aziende nazionali e internazionali per sviluppare nuovi Kit diagnostici che analizzano contemporaneamente decine di geni per caratterizzare i singoli tumori e indirizzare la personalizzazione delle terapie.Una storia di successi scientifici che hanno segnato una svolta nella ricerca contro il cancro come testimoniano il numero delle pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali che, dalla prima e unica del 2009, a un anno dalla nascita del centro, sono passate a 9 nel 2010 per arrivare a un totale di 150 a fine 2015. E il nuovo anno promette davvero bene dato che sono già 12 gli studi pubblicati nei primi due mesi del 2016 e 10 quelli già presentati e in attesa di responsi da riviste scientifiche internazionali.

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24.02.2016