La comunicazione nelle relazioni di cura

Secondo incontro del ciclo di conferenze "Luci e ombre nella comunicazione umana"

"L’informazione in medicina non può essere disgiunta dalla comunicazione. Allo stesso modo, informazione e comunicazione non possono essere slegate dalla relazione". È partito da questa considerazione l'intervento di Giacomo Delvecchio, medico al dipartimento Pac Noce ricoveri Asl di Bergamo e consigliere della Società Italiana di Pedagogia medica, protagonista lunedì 19 ottobre dell'incontro “La comunicazione nelle relazioni di cura”, secondo appuntamento del ciclo "Luci e ombre nella comunicazione umana".

Attraverso le testimonianze di chi è stato paziente, Delvecchio ha spiegato perché comunicare è una necessità civile oltre a un obbligo deontologico. Il medico deve saper parlare con il malato, affrontare le interferenze determinate dall’istituzione che si interpone tra lui e il paziente, e ritrovare il tempo per dialogare. "Il senso di quello che viene detto tra il medico e il paziente riguarda cose intime legate alla vita stessa, perciò informare e comunicare non possono prescindere dalla relazione con l’ambiente, il veicolo ed altri elementi costitutivi del contesto.- ha proseguito Delvecchio – Tutto ciò non coinvolge una persona sola, anzi, l’esperienza clinica mi ha dimostrato che le cose più difficili non vengono mai dette solo al singolo, ma condivise con le persone che fanno parte della sua sfera affettiva. La comunicazione è quindi una dimensione collettiva fatta di parole, gesti, sguardi e soprattutto silenzi, poiché certi elementi propri del rapporto medico-paziente, se estrapolati da questo contesto, perderebbero la loro importanza”.

A moderare l’incontro Mirella Ruggeri, docente di psichiatria e direttrice del dipartimento interaziendale per la Salute mentale di Verona, che si è soffermata sulle patologie psichiatriche: “è inaccettabile che colui che soffre di una patologia psichiatrica venga considerato diverso quando in realtà è uguale a tutti gli altri. La ricerca dimostra che quasi il 30% della popolazione svilupperà un disturbo mentale, quindi non è il caso di giudicarle negativamente. L’uso della comunicazione, e il modo in cui si parla di salute mentale nella vita quotidiana e tramite i media è spesso profondamente scorretto, e alimenta i problemi dei pazienti”.

Il prossimo incontro, lunedì 26 ottobre, “Psicologia della comunicazione interpersonale: dinamiche generazionali”, avrà come ospite Daniela Lucangeli, docente di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione all’università di Padova. L’intervento sarà coordinato da Daniela Brunelli, direttrice della biblioteca Frinzi e presidente della società letteraria di Verona.
È previsto il riconoscimento di crediti formativi agli studenti che parteciperanno a 8 incontri su 10 e che presenteranno un elaborato scritto sugli argomenti trattati nel corso. Per l'ottenimento dei crediti è necessario iscriversi contattando il collegio "Don Nicola Mazza" al tel. 045594780 – 045591648 o tramite e-mail all'indirizzo germana.canteri@gmail.com.

20.10.2015