Burattini e marionette, ombre e fantocci

A lezione da Nicola Pasqualicchio sul teatro di figura fra tradizione e ricerca

Nicola Pasqualicchio, ricercatore di “Storia del teatro e dello spettacolo”, ha tenuto il 21 settembre in aula Messedaglia un incontro con gli studenti delle scuole elementari e medie spiegando le origini del teatro di figura. Il professore ha preparato un excursus sulle origini dei burattini e delle marionette, spiegando, attraverso quadri e immagini di repertorio, come lo sviluppo di questo tipo di arte si sia concentrato in particolare nelle regioni settentrionali sin dall’800, soprattutto nelle regioni dell’Emilia Romagna e della Lombardia, per poi essersi diffuso a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale.

Il burattinaio, professione ritenuta inizialmente come un ripiego al teatro vero e proprio, si rivolgeva non solo ai più piccoli con storie spassose e surreali, ma ha assunto nel tempo un ruolo politico rilevante, divenendo un vero e proprio megafono sociale in grado di esporre, con il tono tipico della satira politica, le criticità che i governanti e le istituzioni non volevano affrontare. Il teatro di strada diventa così la valvola di sfogo del popolo, visto che nelle sedi ufficiali venivano inviati alcuni addetti che controllavano il linguaggio e gli argomenti che venivano trattati all’interno delle opere. 

Gli artisti nel tempo si specializzarono, differenziandosi tra chi usava le marionette collegate con i fili e chi invece prediligeva per i burattini, che invece venivano manovrati attraverso l’uso delle mani. Il professore ha poi spiegato le distinzioni dal punto di vista artistico, evidenziando come nel primo caso si predilige il movimento dei personaggi anziché l’uso di scenografie raffinate e ricche di particolari. Si ride per i gesti, le pronunce dei protagonisti, non per la storia che si racconta. Diverso è il caso delle marionette, dove in alcuni casi si poteva assistere non solo alla trasposizione di favole per bambini, ma a veri e propri spettacoli di lirica, con ambientazioni sostanziose, complesse e dotate anche di effetti speciali vicini a quelli teatrali. Rispetto ai burattini, questi assumono una forma più realistica, nonostante i movimenti lenti dei personaggi e i fili visibili durante la visione rappresentino caratteristiche tipiche del mondo di finzione.

Con l’avvento della televisione e di internet, il teatro di figura ha perso notorietà nel pubblico giovanile, nonostante questo abbia mantenuto il suo fascino nella fascia infantile, contribuendo notevolmente allo sviluppo di altri generi di arte contemporanea come il cinema con l’avvento dei film d’animazione.

21.09.2015