Le "penne" della Gallina ubriaca

Alla scoperta degli autori del mensile nato all'interno del corso magistrale in Editoria e giornalismo

Non solo uno spazio di condivisione di idee tra studenti, ma anche un luogo di satira e di protesta contro la monotonia della vita studentesca e della società. Questo è “La Gallina ubriaca”, il mensile nato da un’idea degli studenti del corso magistrale di Editoria e giornalismo dell’università. Un modo per gli studenti di mettersi alla prova con le prime esperienze di scrittura, di esternare passioni, condividere sogni e raccontare fatti su argomenti che spaziano tra il serio e il faceto. Un progetto che, dopo una fase di sperimentazioni, ha raggiunto la sua maturità con la formazione di una vera e propria redazione e l'introduzione di rubriche fisse per facilitare l'inquadramento di ogni articolo in un ambito preciso. Inoltre, il progetto grafico e l’impaginazione sono il frutto degli insegnamenti ricevuti dai ragazzi durante il laboratorio di Editoria applicata tenuto dal professor Giovanni Battista Brugnoli. La gallina ubriaca prende gli elementi che la quotidianità offre e li scompone mettendone in evidenza i lati più grotteschi e peculiari. Il mensile è reperibile ogni primo giovedì del mese sui banchi dell’università.  

«La Gallina ubriaca – spiega Michele Tacchella, caporedattore e uno dei fondatori – è nata per caso dalle menti sconclusionate di due studenti del corso di laurea magistrale in Editoria e giornalismo. Il suo scopo è sempre stato quello di dar voce ai pensieri degli studenti, scambiando idee, critiche e opinioni con un taglio irriverente e dissacrante. È un'opportunità non da poco che viene concessa ai nostri compagni aspiranti giornalisti, ma non solo. La redazione sta crescendo sempre più, oggi siamo in 13, e vorremmo "ufficializzare" il nostro mensile per trasformarlo in un laboratorio di scrittura giornalistica aperto a tutti gli studenti: ancora oggi infatti il nostro ateneo è sprovvisto di uno strumento simile, indispensabile per un approccio pratico all'eventuale futura professione».

28.05.2014