Jean-Pierre Sourou Piessou

Le sfide del dialogo interreligioso al centro del quarto appuntamento del ciclo “Valori e conflitti del vivere civile”

“Le religioni uniscono o dividono? I valori della libertà e della tolleranza”. Questo il titolo del quarto incontro che si è svolto lunedì 18 novembre nell'aula magna dell'università all'interno del ciclo “Valori e conflitti del vivere civile: per un orizzonte di speranza”, organizzato del collegio universitario Don Nicola Mazza in collaborazione con l’università di Verona. Hanno partecipato al convegno Piero Coda, teologo e preside dell'istituto universitario Sophia e Jean-Pierre Sourou Piessou, docente del centro interculturale Millevoci di Trento. A coordinare l'incontro era presente Lucia Vantini, professoressa dell'istituto superiore di Scienze religiose a Verona.

Un cammino per la pace. Per Piero Coda “le religioni, a seconda dell’ispirazione profonda che le anima e a seconda della libertà di chi le esercita, possono essere sorgente, forma e stimolo di coesione e incontro o di divisione e conflitto”. Le religioni possono, come ogni altro fatto umano, cadere in diverse tentazioni, ma “hanno tutte una loro dignità: se seguono il loro impulso più interiore non vanno l'uno contro l'altra, in un tentativo di assolutizzazione, ma l'uno verso l'altra, per una ricerca del giusto”. Occorre quindi intraprendere un cammino di trasformazione e di critica, capace di chiarire la propria fede e la propria prassi religiosa attraverso una interazione creativa con la coscienza umana, razionale e libera. La speranza di Piero Coda è la possibilità di avviare una nuova epoca in cui le diverse identità possano riconoscersi e confrontarsi tra loro. Questo obiettivo può essere raggiunto dalle diverse confessioni tornando alle origini, per cogliere l'ispirazione iniziale che le ha animate, ma anche guardando al futuro. Il teologo ha infine indicato alcune possibili soluzioni per favorire l'incontro tra le diverse religioni. Occorre agire sul proprio atteggiamento spirituale, promuovendo la fraternità all'interno delle comunità ed ascoltando il dolore di chi soffre. Bisogna anche intervenire sul piano pubblico e civile, incoraggiando la comunicazione e il reciproco riconoscimento da parte della diverse confessioni.

Convivere in armonia. Jean-Pierre Piessou invece ha trattato il tema del convegno dal punto di vista delle sue radici africane. Il professore ha individuato nel modo di pensare della sua terra il bisogno di una definizione di religione più ampia, che permetta di uscire dai conflitti per arrivare all'incontro tra le diverse identità. In Africa la religione è sinonimo di una spiritualità di cui nessuno è proprietario assoluto e in cui la comunità si trova ad esistere in armonia con le diverse confessioni. “La guerre di religioni esistono” spiega Piessou “ma è un fenomeno recente, che non appartiene all'humus africano: la religione è stata strumentalizzata”. Occorre quindi riconoscersi in una società in cui le persone si possano considerare come fratelli, appartenenti a qualcosa di più grande di loro.