Riscontri positivi per il seminario di presentazione dell’Università di Verona rivolto ai genitori delle potenziali future matricole di venerdì 18 maggio

Sostituirsi nelle scelte è una tentazione ma non l’unica via possibile per chi vuole educare. Condivisione, vicinanza emotiva, apertura al dialogo, queste le urgenze degli adolescenti durante la delicata fase della scelta universitaria. Se queste esigenze vengono soddisfatte, educare diventa un prendere per mano più che uno spingere verso percorsi già tracciati. Questa l’impronta dell’incontro coi genitori dei ragazzi delle scuole superiori organizzato da alcuni docenti dell’ateneo scaligero, dalla Segreteria studenti e dall’ufficio Orientamento e tenutosi il 18 maggio nell’aula A della facoltà di Economia. Data l’affluenza riscontrata in quest’occasione, un altro seminario d’incontro è stato già previsto prima della conclusione di quest’anno accademico, probabilmente tra febbraio e marzo prossimi.

II temi dell’incontro. Si è parlato di coinvolgimento emotivo, talento e predisposizioni ad affrontare un corso di studi piuttosto che un altro, ma non solo di questo, ad essere affrontati durante il seminario sono stati, infatti, anche gli aspetti più tecnici che incidono sulla scelta universitaria. È stata posta sotto la lente d’ingrandimento la riforma universitaria e si è parlato dell’impegno economico richiesto alle famiglie con le tasse e di borse di studio. Si è chiarito in cosa consistano le collaborazioni 150 ore ed è stato spiegato il significato dei crediti formativi universitari per poi illustrare le singole offerte formative dei corsi di laurea dell’Università. Infine, Riccardo Sartori, docente di Scienze della Formazione, ha affrontato il tema del processo decisionale in cui studenti e famiglie sono impegnati dopo il diploma.

Grande l’interesse dei genitori. Numerosi i quesiti posti ai relatori dai genitori, sia durante che dopo l’incontro, a dimostrare come la trattazione dell’argomento li trovasse direttamente coinvolti al fianco dei loro ragazzi. Non sono mancati anche i casi di trasferte dalle altre regioni dello “Stivale” come quello della mamma di Matera che ha accompagnato la figlia fin qui appositamente per conoscere l’ateneo veronese.