Un momento dell'incontro

Infinitamente 2012. All'Educandato agli Angeli un incontro nel quale si è discusso del tempo e del suo ruolo nella cronaca nera e giudiziaria con Raffaella Fanelli, Stefania Turrina e Domenico De Leo.

Il tempo ha un ruolo importante nel mondo dei giornali. Non solo ne scandisce i ritmi lavorativi e le “uscite” dai siti web ai quotidiani, ma influenza anche la cronaca nera e giudiziaria. Il tempo influisce sulle indagini e sul modo di raccontarle. Cambiano le tecniche di investigazione e di analisi scientifica, con importanti riflessi sulla ricerca del colpevole; e cambiano le tecniche del racconto giornalistico. Di questo si è discusso all'Educandato agli Angeli nel corso dell'incontro “Delitti e cronaca: come il tempo influisce sulle indagini e sulle informazioni” in programma per Infinitamente. Maurizio Corte, docente di Comunicazione interculturale dell’ateneo, ha coordinato l'evento. Protagonisti e relatori sono stati Raffaella Fanelli, giornalista e scrittrice, Stefania Turrina, funzionario tecnico della sezione di Medicina legale e Domenico De Leo, docente di Medicina legale dell’ateneo.

Il caso di Simonetta Cesaroni. “Ventidue anni fa Simonetta Cesaroni venne uccisa con 29 colpi di tagliacarte – ha spiegato Fanelli – Il tempo non ha cambiato solo il processo ma anche l'immagine della vittima. Dati e informazioni sono stati persi, i reperti sono stati conservati per diciannove anni in una busta non sigillata. Il tempo inoltre ha fatto dimenticare le tracce dell'assassino. Anche l'alibi del primo interrogatorio al fidanzato è andato perduto. Il tempo sembra aver cancellato anche la memoria degli investigatori. Dopo tutti questi anni il caso di Simonetta resta irrisolto ed è altamente difficile pensare di trovare l'assassino adesso. È di fondamentale importanza ricordare che le informazioni vanno cercate subito perché più il tempo passa e più è complicato trovare la verità. Il caso di Yara Gambirasio è ancora recente eppure gli inquirenti brancolano nel buio.”

Indagini, analisi e reperti. “Il tempo influisce in modo inevitabile sulle indagini di laboratorio e di sopralluogo – ha detto Turrina – Negli anni sono state sviluppate nuove tecniche di ricerca che hanno condotto a nuovi risultati. Tutto deve essere validato dalla comunità scientifica, dall'acquisizione alla custodia e alla conservazione di qualsiasi reperto. Se vogliamo riaprire un caso irrisolto bisogna rintracciare i reperti e avere garanzia della loro integrità.” De Leo ha spiegato l'importanza del momento interpretativo nel corso delle indagini, “ I riscontri devono essere tra loro omogenei altrimenti sorge il rischio di false intuizioni da parte dei giudici che sempre più spesso sono chiamati a risolvere casi che poggiano su questioni tecniche molto complesse.”