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Dal tabacco un anticorpo per prevenire l'Hiv

Presentazione del progetto "Pharma planta"

di univr
6 Dicembre 2011
in Ricerca e innovazione
La presentazione del progetto alla stampa

La presentazione del progetto alla stampa

Parte da Verona un progetto in grado di combattere il virus dell'Hiv ricavando un anticorpo specifico dalle foglie di tabacco. Il risultato è frutto del progetto "Pharma Planta" finanziato dalla Comunità europea con 12 milioni di euro e che ha coinvolto il dipartimento di Biotecnologie dell'università scaligera, il Consiglio nazionale delle ricerche ed Enea. Il tabacco, spesso sotto accusa per i problemi che il fumo causa alla salute, è così al centro di un rinnovato interesse scientifico, questa volta positivo.

Il progetto “Pharma planta” e il virus dell'immunodeficienza umana. Il progetto Pharma Planta, partecipato da Cnr, Enea e Università di Verona, è stato finanziato dalla comunità europea nell’ambito del 6° Programma Quadro con un contributo pari a 12 milioni di euro. Ha avuto una durata complessiva di sette anni con il coinvolgimento di 28 istituzioni accademiche e 4 partner privati ed ha portato un notevole avanzamento nella ricerca e nell’applicazione di piante transgeniche per la produzione di farmaci.  Il prodotto di punta sviluppato nell’ambito del progetto Pharma-Planta è un anticorpo in grado di riconoscere una molecola presente sulla superficie del virus dell’Hiv. Tale anticorpo potrebbe essere utilizzato ai fini della prevenzione dell’Hiv-1 grazie all’induzione di un meccanismo noto come immunizzazione passiva. In questo approccio si sfrutta la capacità delle molecole anticorpo, una delle principali armi di difesa del sistema immunitario umano, di contrastare l’ingresso del virus Hiv-1 attraverso il suo riconoscimento e la sua conseguente inattivazione. La terapia di prevenzione basata sull’utilizzo di questo anticorpo prevede la realizzazione di un preparato come ad esempio una pomata da utilizzare a livello vaginale per bloccare il virus impedendo l’infezione. Nel giugno 2011 nell’unità clinica dell’Università del Surrey nel Regno Unito è iniziata la fase I di sperimentazione clinica dell’anticorpo per valutare la sicurezza del prodotto. Tale fase prevede la somministrazione di differenti dosi di anticorpo a 11 donne sane per escludere ogni ipotetica reazione nociva. I primi risultati di tale sperimentazione saranno disponibili a partire da ottobre 2012.

I vantaggi. L’anticorpo in questione è stato prodotto in piante di tabacco con il conseguente abbattimento dei costi di produzione rispetto ad altri sistemi utilizzati dalle case farmaceutiche per la produzione di molecole di interesse medico. I vantaggi economici legati alla produzione in pianta rispetto ad altre piattaforme di produzione è stimato essere compreso tra 10 e 100 volte. “Gli sforzi del progetto – spiegano Linda Avesani e Mario Pezzotti, coordinatore del gruppo di ricerca dell’Università di Verona – sono stati volti principalmente allo sviluppo di un sistema di produzione dell’anticorpo basato su piante di tabacco e sulla strategia di produzione, che ha coinvolto fortemente la Germania e in particolare il Fraunhofer Institute in cui si è realizzato un centro per la produzione di molecole di interesse medico in pianta conformi alla regolamentazione vigente per tali prodotti. Un altro importante obiettivo raggiunto dal progetto è stato quello di appianare la strada per quel che riguarda la regolamentazione europea nell’ambito dell’utilizzo di piante transgeniche per la produzione di molecole di interesse medico. È quindi auspicabile che tale prodotto sia solo il primo di una lunga lista di prodotti di interesse farmaceutico prodotti utilizzando piante transgeniche”.

Secondo il Global report 2010 – il rapporto di Unaids (programma delle Nazioni Unite sull’epidemia di Aids) – si stima che le persone affette da Hiv nel mondo erano 33,3 milioni, di cui oltre 30 milioni residenti nei Paesi in via di sviluppo, 2,6 milioni quelle che hanno contratto il virus di recente e 1,8 milioni quelle decedute per malattie correlate all’Aids

La situazione in Italia. In Italia, secondo le cifre dell'Istituto superiore di sanità, il numero delle persone viventi con infezione da Hiv (compresi i casi con Aids e le persone che ignorano di essere infette) è aumentato passando dai 135.000 casi nel 2000 ai 157.000 del 2010. L'aumento dipende soprattutto dalla maggiore sopravvivenza legata alle terapie antiretrovirali. Le stime sono state effettuate usando il metodo proposto dall'Unaids. I cambiamenti principali dell'ultimo decennio, secondo l'Istituto superiore di sanità, sono l'aumento delle infezioni acquisite attraverso contatti sessuali, il calo netto delle infezioni trasmesse attraverso il consumo di sostanze per via iniettiva, l'aumento dei casi fra i residenti di origine straniera, la diminuzione della quota di infezioni al femminile e l'aumento dei casi in persone con oltre 50 anni di età.

Il virus dell'immunodeficienza umana (Hiv, acronimo dall'inglese Human Immunodeficiency Virus) è il virus responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (Aids). È un retrovirus del genere lentivirus. In base alle conoscenze attuali, Hivb è suddiviso in due ceppi: Hiv-1 ed Hiv-2. Il primo dei due è prevalentemente localizzato in Europa, America ed Africa centrale. HIV-2, invece, si trova per lo più in Africa occidentale ed Asia.

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