Da sinistra : Stefania Lamberti ed Antonietta Sperman

Infinitamente 2011. Lavorando in cooperative learning, uno più uno è uguale a tre.

In occasione del festival Infinitamente Stefania Lamberti, docente dell’università di Verona, ed Antonietta Spermann, insegnante della scuola dell’infanzia di Montorio, hanno proposto un coinvolgente incontro-laboratorio dal titolo “Dal cooperative learning alla comunità di apprendimento”.

L’esperienza  sul campo con i bambini.“All’interno della scuola in cui lavoro – spiega Spermann – stiamo sperimentando con successo il cooperative learning con i bambini: solitamente forniamo loro dei materiali e un obiettivo raggiungibile solo attraverso la collaborazione e la messa in comune dei materiali. Loro stessi comprendono, senza che gli venga suggerito, che l’unico modo per raggiungere l’obiettivo è lavorare insieme”. Aprendo le porte della scuola in cui lavora, l'insegnante mostra, quindi, come nasce l’interdipendenza positiva nel momento in cui una persona percepisce di essere vincolata ad altre per il perseguimento di un obiettivo e come questo approccio valorizzi abilità e competenze del singolo all’interno del gruppo. "I bambini comprendono – spiega Lamberti – che, lavorando in cooperative learning, uno più uno è uguale a tre, perché la collaborazione non solo rende possibile, ma anche migliora il risultato"

Il cooperative learning supera i confini italiani.Il cooperative learning è diffuso, con caratteristiche diverse, in Italia, negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Australia ed in un importante centro di Tel Aviv, Israele. L’eterogeneità delle sue caratteristiche nei diversi Paesi ha reso necessaria una definizione delle cinque caratteristiche peculiari che lo accomunano ovunque: l’interdipendenza positiva, l’insegnamento diretto e l’utilizzo di abilità sociali, l’interazione faccia a faccia, l’agire in piccoli gruppi eterogenei, la revisione del lavoro svolto con valutazione interindividuale e di gruppo.

Una filosofia di vita.“L’applicazione del cooperative learning – spiega Lamberti – è partita dal contesto scolastico, ma oggi si sta diffondendo anche alle famiglie, elemento chiave nell’educazione dei bambini. Si sta inoltre diffondendo in ambienti diversi da quello scolastico, come ad esempio quello aziendale. Uscendo dalle mura delle scuole e trovando più ampia diffusione il cooperative learning potrebbe diventare una vera e propria filosofia di vita”.