Leopardi: un narratore mancato

Il 16 aprile al polo Zanotto, la lezione di Walter Siti

Una riflessione sulla figura di Giacomo Leopardi e le sue opere, con attenzione particolare al romanzo che il poeta di Recanati non scrisse mai. Questo il focus dell’open lecture “Leopardi e il romanzo mai scritto”, condotta da Walter Siti, vincitore del premio Strega nel 2013 e docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’università dell’Aquila. La lezione, tenuta il 16 aprile al polo Zanotto, è stata promossa dalla scuola di dottorato di Scienze umanistiche di ateneo e si inserisce nell’ambito delle lezioni aperte alla cittadinanza. 

Questo incontro parte dalla consapevolezza – ha spiegato Siti –  che Leopardi avesse delle capacità di narratore di buon livello. Ciò si evince non solo dai vari tentativi fatti in gioventù di scrivere memorie del primo amore, dell’infanzia e dell’adolescenza, non solo dai vari titoli di testi autobiografici, scritti con gli alterego di Giulio Rivalta o Silvio Sarno, ma soprattutto da una serie di annotazioni dello Zibaldone che hanno caratteristiche tipicamente narrative”.

Del suo rapporto con l’autore, Siti ha sottolineato in che misura lo abbia influenzato: “Ancora adesso penso che abbia ragioni su molte cose della modernità, del consumismo e dei mass media. Ieri rileggevo la palinodia a Gino Capponi e c’è stato un punto in cui mi ha ricordato il salone del mobile di Milano della settimana scorsa”.

Walter siti è uno studioso, un critico letterario e uno scrittore: “Sapere come funziona la letteratura ha due diverse conseguenze: la prima è che si evita di fare troppo errori; la seconda è che si pensa troppo a ciò che si fa”.