Laureati a Verona e mondo del lavoro

Pubblicato il nuovo rapporto Almalaurea sul profilo dei laureati dell’università di Verona

Laurearsi a Verona permette un accesso diretto al mondo del lavoro. A confermarlo è, ancora una volta, il consorzio Almalaurea che ha presentato l’ 11 giugno a Torino il 20esimo rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati italiani.

L’indagine ha riguardato 6.757 laureati nel 2016 dell’università di Verona. A un anno dalla laurea triennale è occupato l’83,9%, contro il 71,1% della media nazionale. Il dato dell’ateneo scaligero è particolarmente significativo anche se confrontato con il rapporto riguardante i laureati del 2013, quando risultava occupato a un anno dal titolo il 60% dei laureati triennali. In tre anni la capacità occupazionale è cresciuta, dunque, di oltre il 20%.

Ancor più confortante il risultato dei laureati magistrali con un tasso di occupazione dell’85% a un anno dalla laurea (73,9 % media nazionale) e del 92,1% a cinque anni (87,3% media nazionale).

In questo rapporto Almalaurea ha, inoltre, analizzato il profilo degli intervistati dal quale emerge, in particolare, l’altissimo gradimento: 89 laureati su 100 si dichiarano soddisfatti dell’esperienza universitaria veronese nel suo complesso.

“Esprimo piena soddisfazione per i dati Almalaurea appena pubblicati – spiega Tommaso dalla Massara delegato del rettore all’Orientamento e alle strategie occupazionali – Spicca anzitutto il dato relativo al tasso di occupazione: a un anno dal titolo ha trovato impiego l’85% dei laureati veronesi, quando la media nazionale è del 73%; ma, soprattutto, su ciò è interessante notare come la media regionale si attesti al 78,3%. Quindi si può dire che vi sia un differenziale specifico di Verona anche in un contesto economico sostanzialmente omogeneo. È evidentemente tutta la filiera dell’inserimento nel mondo del lavoro che a Verona funziona: a Verona il 78,2% dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi, mentre la media regionale è di un 10% inferiore. Qui sta probabilmente una chiave di lettura più importante del successo che abbiamo ottenuto. Riempie di soddisfazione, infine, come docente, vedere quell’88,9% di laureati che si dichiarano soddisfatti del rapporto con i propri docenti; dato eccezionale, su scala nazionale e regionale: il ricordo più bello, forse, di un rapporto di crescita, ma anche, in definitiva, di un rapporto umano”.

 

 

Rapporto 2018 sul profilo e la condizione occupazionale dei laureati dell’università di Verona. Il Consorzio interuniversitario AlmaLaurea presenta il XX Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale al convegno “Mutamenti strutturali, laureati e posti di lavoro”, all’università di Torino l’11 giugno. Le indagini hanno coinvolto i laureati di 74 università delle 75 ad oggi aderenti al Consorzio. Il rapporto di AlmaLaurea sul Profilo dei laureati ha analizzato le performance formative di oltre 276 mila laureati nel 2017: in particolare, 157 mila laureati di primo livello, 81 mila laureati nei percorsi magistrali biennali e 36 mila laureati a ciclo unico; il rapporto di AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale ha analizzato oltre 630 mila laureati di primo e secondo livello nel 2016, 2014 e 2012 contattati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.

Il profilo dei laureati dell’università di Verona. I laureati nel 2017 dell’università di Verona coinvolti nel XX Rapporto sul Profilo dei laureati sono 4.810. Si tratta di 3.317 di primo livello, 1.169 magistrali biennali e 306 a ciclo unico; i restanti sono laureati dei corsi pre-riforma

Cittadinanza, provenienza e backgorund formativo. La quota di laureati di cittadinanza estera è complessivamente pari al 3,3%: il 3,6% tra i triennali e il 3,2% tra i magistrali biennali.

Il 27,8% dei laureati proviene da fuori regione; in particolare è il 26,6% tra i triennali e il 32,9% tra i magistrali biennali.

È in possesso di un diploma di tipo liceale (classico, scientifico e linguistico) il 53,4% dei laureati: è il 48,1% per il primo livello e il 59,7% per i magistrali biennali. Possiede un diploma tecnico il 27,1% dei laureati: è il 30,2% per il primo livello e il 24,1% per i magistrali biennali. Residuale la quota dei laureati con diploma professionale.

Età, regolarità e voto di laurea: la riuscita negli studi universitari. L’età media alla laurea è 25,6 anni per il complesso dei laureati, nello specifico di 24,8 anni per i laureati di primo livello e di 27,4 anni per i magistrali biennali. Un dato su cui incide il ritardo nell’iscrizione al percorso universitario: non tutti i diplomati, infatti, si immatricolano subito dopo aver ottenuto il titolo di scuola secondaria superiore.

Il 60,8% dei laureati termina l’università in corso: in particolare è il 59,9% tra i triennali e il 67,1% tra i magistrali biennali.

Il voto medio di laurea è 101,4 su 110: 98,9 per i laureati di primo livello e 107,3 per i magistrali biennali.

Tirocini curriculari, studio all’estero e lavoro durante gli studi. Il 78,2% dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi: è l’81,9% tra i laureati di primo livello e l’81,0% tra i magistrali biennali (valore che cresce all’86,8% considerando anche coloro che l’hanno svolto solo nel triennio).

Ha compiuto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea (Erasmus in primo luogo) l’ 11,5% dei laureati: il 9,7% per i triennali e il 15,2% per magistrali biennali (quota che sale al 21,3% considerando anche coloro che le hanno compiute solo nel triennio).

Il 77,0% dei laureati ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari: è il 76,4% tra i laureati di primo livello e l’82,0% tra i magistrali biennali.

La soddisfazione per l’esperienza universitaria. Per analizzare la soddisfazione per l’esperienza universitaria appena conclusa si è scelto di prendere in considerazione l’opinione espressa dal complesso dei laureati in merito ad alcuni aspetti.

L’88,9% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l’84,5% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. In merito alle infrastrutture messe a disposizione dall’Ateneo, l’83,4% dei laureati considera le aule adeguate. Più in generale, il 90,8% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso.

E quanti si iscriverebbero di nuovo all’università? Il 70,5% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo, mentre il 9,8% si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso.

La condizione occupazionale dei laureati all’università di Verona. L’Indagine sulla Condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 6.757 laureati dell’università di Verona. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati triennali e magistrali biennali usciti nel 2016 e intervistati a un anno dal titolo e su quelle dei laureati magistrali biennali usciti nel 2012 e intervistati dopo cinque anni.

Lavoro, i laureati triennali a un anno dalla laurea. L’Indagine ha coinvolto 3.090 laureati triennali del 2016 contattati dopo un anno dal titolo (nel 2017).

Il 40,6% dei laureati di primo livello, dopo il conseguimento del titolo, decide di proseguire il percorso formativo iscrivendosi ad un corso di secondo livello (marginale la quota di chi si iscrive ad un corso triennale). Dopo un anno il 39,9% risulta ancora iscritto. Per un’analisi più puntuale, pertanto, vengono di seguito fotografate le performance occupazionali dei laureati di primo livello che, dopo la conquista del titolo, hanno scelto di non proseguire gli studi universitari e di immettersi direttamente nel mercato del lavoro.

Isolando quindi i laureati triennali dell’Università di Verona che, dopo il titolo, non si sono mai iscritti a un corso di laurea (57,8%), è possibile indagare le loro performance occupazionali a un anno dal titolo.

A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati, seguendo la definizione adottata dall’Istat, tutti coloro che sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è dell’83,9%, mentre quello di disoccupazione (calcolato sulle forze di lavoro, cioè su coloro che sono già inseriti o intenzionati a inserirsi nel mercato del lavoro) è pari al 9,0%.

Tra gli occupati, il 20,2% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 20,3% ha invece cambiato lavoro; il 59,3% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo.

Il 19,3% degli occupati può contare su un lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato, mentre il 49,3% su un lavoro non standard (in particolare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato). Il 9,0% svolge un’attività autonoma (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.).

Il lavoro part-time coinvolge il 29,2% degli occupati. La retribuzione è in media di 1.212 euro mensili netti.

Ma quanti fanno quello per cui hanno studiato? Si è presa in esame l’efficacia del titolo, che combina la richiesta della laurea per l’esercizio del lavoro svolto e l’utilizzo, nel lavoro, delle competenze apprese all’università. Sono il 64,9% gli occupati che considerano il titolo molto efficace o efficace per il lavoro che svolgono. Più nel dettaglio, il 56,7% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università.

Lavoro, i laureati magistrali biennali a uno e cinque anni dalla laurea. I laureati magistrali biennali del 2016 contattati dopo un anno dal titolo sono 919, quelli del 2012 contattati a cinque anni sono 935.

A un anno. Tra i laureati magistrali biennali del 2016 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati quanti sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è pari all’85,0%. Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 9,1%. Il 34,4% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 22,7% ha invece cambiato lavoro; il 42,9% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo.

Il 25,8% degli occupati può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato mentre il 36,9% su un lavoro non standard (in particolare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato). Il 6,9% svolge un’attività autonoma (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.).

Il lavoro part-time coinvolge il 22,7% degli occupati. La retribuzione è in media di 1.209 euro mensili netti.

Il 45,0% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo; inoltre, il 41,7% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite durante il percorso di studi.

A cinque anni. Il tasso di occupazione dei laureati magistrali biennali del 2012, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, è pari al 92,1%. Il tasso di disoccupazione è pari al 3,5%.

Gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 58,6%, mentre gli occupati che svolgono un lavoro non standard sono il 20,0%. Svolge un lavoro autonomo il 13,2%.

Il lavoro part-time coinvolge il 15,3% degli occupati. Le retribuzioni arrivano in media a 1.423 euro mensili netti. Il 51,0% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo; il 42,7% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università.

Ma dove vanno a lavorare? Il 71,3% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 21,6% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (5,4%). L’ambito dei servizi assorbe il 77,2%, mentre l’industria accoglie il 19,2% degli occupati. Marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.

Allegati