Prima della legge Basaglia: il manicomio attraverso le sue carte

Alla Frinzi una mostra per ricordare il San Giacomo di Tomba

Quarant’anni fa, il 13 maggio 1978, con la promulgazione della legge 180 (conosciuta come “legge Basaglia”) si stabilì la chiusura degli ospedali psichiatrici in Italia. Il ricordo di questi luoghi è ancora vivo nell’immaginario collettivo, non privo di stereotipi. È quindi importante recuperare il materiale che riguarda queste istituzioni per approfondirne la conoscenza e soprattutto per renderlo fruibile agli studiosi. L’archivio storico della psichiatria veronese, conserva la ricca documentazione clinica (fascicoli sanitari, lettere, disegni e poesie dei pazienti) del San Giacomo di Tomba. Per restituire alla città questa realtà e le storie di vita che racconta, venerdì 18 maggio alle 17.30, alla biblioteca Frinzi, sarà inaugurata la mostra “Prima della legge Basaglia: il manicomio di Verona attraverso le sue carte”.

La mostra tratteggia una breve storia del manicomio scaligero San Giacomo di Tomba attraverso i documenti oggi conservati in università. L’evento rappresenta la prima tappa del progetto di ricerca ArSaGi (archivio dell’ospedale San Giacomo di Verona: un patrimonio da scoprire) finanziato dall’ateneo scaligero, che si propone di valorizzare il patrimonio archivistico di un luogo importante della memoria storica cittadina. Abbiamo chiesto a Marina Garbellotti, docente di Storia moderna d’ateneo e curatrice della mostra, di parlarci dell’ARSaGi. “Il progetto è stato avviato lo scorso anno grazie a un finanziamento dell’ateneo e coinvolge studiosi afferenti a diverse discipline, dalla Geografia (Emanuela Gamberoni), alla Storia e all’Archivistica (Silvia Carraro, Renato Fianco, Marco Bolzonella), alla Psichiatria (Francesco Amaddeo), alla Sociologia generale (Cristina Lonardi) nell’intento di indagare questo prezioso patrimonio da diverse prospettive. Lo studio di queste carte permette di capire meglio il luogo e le sue relazioni con la città, l’organizzazione della struttura, le competenze del personale sanitario, le cure adottate, il profilo sociale dei pazienti, le ragioni che motivavano la loro reclusione e la qualifica di “matti”. La principale finalità del progetto è la schedatura delle cartelle cliniche, che sono circa 40.000, ovvero la creazione di una banca dati che verrà pubblicata online nell’ambito del progetto nazionale “Carte da legare”, promosso dalla Direzione generale degli archivi.”

Sarà possibile visitare la mostra fino al 30 agosto, in orario di apertura della biblioteca, con ingresso gratuito.