Univr nei ranking mondiali, buona posizione di ateneo con Scienze Motorie ai vertici nel ranking ARWU

Verona ottiene buone posizioni nelle classifiche curate da istituti internazionali che premiano l’impegno nella didattica e nella ricerca

L’università di Verona guarda sempre più oltre confine, confrontandosi con le eccellenze mondiali sul piano della ricerca e della formazione. A confermare questo indirizzo sono anche i risultati di alcune classifiche curate da istituti internazionali che, di anno in anno, premiano l’impegno dei professori e dei ricercatori. Di particolare rilievo è la posizione delle Scienze Motorie veronesi nel focus disciplinare dedicato allo sport dall’Academic Ranking of World Universities (ARWU): 13° posto nel mondo, in base a dati citazionali che testimoniano la diffusione della ricerca veronese sul movimento nella comunità scientifica internazionale.

ARWU. Il 15 agosto è stata pubblicata la Academic Ranking of World Universities  (ARWU) 2017, classifica redatta dall’università Jiao Tong di Shanghai, per valutare i principali istituti di educazione universitaria nel mondo. Il ranking elenca 800 università, tra le 1200 esaminate, circa il 3% delle quasi 30.000 istituzioni universitarie del mondo, che viene riconosciuto d’eccellenza. In questa classifica Verona si colloca tra le posizioni 701 e 800. Anche quest’anno lo Shanghai ranking ha realizzato un focus speciale sugli atenei con un dipartimento o una scuola dedicati allo Sport e Verona ottiene un 13° posto generale con l’area di Scienze motorie, ai vertici della classifica ed oltretutto in salita rispetto allo scorso anno quando era 19°.

“Un risultato molto lusinghiero per l’ulteriore miglioramento che ci vede in posizione di assoluto rilievo nell’ambito delle scienze motorie”, afferma Federico Schena, presidente del collegio didattico di Scienze motorie, “la cui importanza è ancora maggiore in quanto si basa unicamente sulle pubblicazioni scientifiche, confermando il primo posto nella Valutazione della Qualità della Ricerca nazionale. Trovarsi in pochi anni a pari livello con dipartimenti esistenti da decenni, in alcuni casi sedi nazionali delle scienze sportive, è un forte stimolo per proseguire con impegno e passione in un percorso in cui  la ricerca non solo convoglia, ma si coniuga con  didattica e terza missione”.

 NTU. Il 10 ottobre è stata la volta del National Taiwan University Ranking (NTU) 2017 che considera i migliori atenei al mondo per le performance delle pubblicazioni scientifiche, considerando sia la quantità che la qualità. Nello specifico  ha analizzato le prestazioni di oltre 4.000 istituti in 6 specifici campi (Agricoltura, Medicina clinica, Ingegneria, Scienze della vita, Scienze naturali e Scienze sociali) e in 14 aree.

Oltre alla classifica generale, che vede Verona al 429° posto, l’ateneo scaligero si piazza al 218° posto per  Medicina (12° in Italia), guadagnando 4 posizioni rispetto allo scorso anno. Buoni risultati sono stati raggiunti anche per Scienze della vita (nelle prime 400),  Farmacologia e Tossicologia (tra 401 e 450).

CWUR. La classifica annuale del Centre for World University Rankings (CWUR) 2017, pubblicata il 16 ottobre, ha preso in considerazione quasi 28.000 istituti, analizzando i risultati dei 1000 migliori sulla base di otto indicatori: la qualità della formazione (rappresentata dal numero di alumni – rapportato alla dimensione dell’università – che hanno vinto importanti premi internazionali); il tasso di occupazione degli ex studenti (valutato sul numero di alumni che ha ricoperto posizioni di Ceo nelle migliori aziende del mondo); la qualità della docenza (misurata sul numero di accademici che hanno vinto premi internazionali); le pubblicazioni (numero di articoli di ricerca apparsi su riviste prestigiose); l’influenza (numero di articoli di ricerca apparsi su riviste influenti); il numero di citazioni sulle riviste; il “broad impact” e infine il numero di brevetti internazionali depositati. Nello specifico,  Verona è al 18° posto fra le università italiane e al 398° posto nel mondo, in crescita di ben 10 posizioni rispetto allo scorso anno, collocandosi nella ristretta cerchia dei migliori atenei al mondo (1,5% del totale).