Omaggio ad Antonio Cevese per la sua attività di ricercatore

L'incontro è stato occasione per rendere omaggio ad Antonio Cevese, docente di Fisiologia dell'università di Verona

Bello, un aggettivo tra i più comuni, che può essere declinato anche per parlare di ricerca, didattica ed esperimenti. Il meeting dell’Istituto nazionale per la ricerca cardiovascolare (INRC) del 15 febbraio, nell’aula magna Gavazzi del Policlinico dell’università di Verona,  sul tema “Research and new frontiers in cardiovascular physiology” si è composto di due momenti, caratterizzanti un’occasione particolare. Il basso continuo, la trama, è stato un doveroso omaggio ad Antonio Cevese, docente di Fisiologia prima a Medicina e poi a Scienze motorie e socio fondatore dell’INRC, per la sua intensa attività di ricercatore.

“Gli esperimenti di Cevese sono sempre stati belli”, ha esordito Andrea Sbarbati, direttore del dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento. “Belli gli esperimenti, e bello è ciò che sintetizza la didattica e la ricerca, che invece di diventare sempre più specializzata e settoriale, dovrebbe invece ampliarsi, tenendo unite la scienza di base e la pratica clinica”, il commento di Francesco Fedele, presidente di INRC, che ha parlato dello stato delle attività dell’Istituto e degli scenari di sviluppo possibili. Tema, quello delle prospettive future, ripreso anche da Federico Schena, presidente del Collegio didattico di Scienze motorie, in una lettura tributo a Cevese, dal quale ha imparato la leggerezza che, come afferma Calvino, è il contrario della superficialità, e il metodo rigoroso che consente di trarre soddisfazione da ogni risultato raggiunto .

Schena, in una sorta di excursus studiorum a ritroso, ha argomentato, in una serie di riferimenti a pubblicazioni scientifiche dagli anni '80 a oggi, le tappe più significative del percorso scientifico intrapreso con Cevese e con gli altri ricercatori di fisiologia cardiovascolare, focalizzando l’attenzione su una tematica essenziale: l’invecchiamento cardiovascolare e l’importanza dell’attività fisica in questo processo.

Antonio Cevese, visibilmente commosso, ha ricordato il suo maestro Oreste Pinotti, e ripreso il tema dell’associazione funzionale tra cuore e vasi: l’allenamento aerobico migliora il legame, favorendo l’ipertrofia dello strato elastico delle arterie e contrastando molte delle patologie cardiovascolari età dipendenti.

Nel pomeriggio si è discusso dei progetti congiunti delle diverse unità INRC presenti al meeting.  

Il 16 febbraio c’è stato anche l’incontro degli ex studenti (ora in gran parte docenti) del corso di dottorato  in Fisiologia cardiovascolare organizzato per presentare le attività attualmente in corso nelle varie sedi universitarie italiane.

16/02/2017

A cura della Comunicazione di Scienze motorie