Kabobo Expedition

Progetto Muse di Trento e università di Verona con Wcs, Wildlife conservation society

Negli ultimi quindici anni la consapevolezza che esistano ancora, sul nostro pianeta, zone inesplorate e specie sconosciute, ha rinvigorito l’interesse per l’esplorazione scientifica. Un interesse ambizioso e genuino che ricalca le orme delle grandi imprese del XVIII secolo e che oggi impegna scienziati alla ricerca degli ormai rari e preziosi scrigni di biodiversità sconosciuta del nostro pianeta. Oggi, però, la spinta a conoscere e documentare il valore biologico di aree remote e sconosciute ha anche un nuovo, fondamentale, ruolo: identificare e preservare quanto possibile del pianeta per un futuro auspicabilmente migliore, in cui l’uomo avrà saputo trovare un modello di sviluppo che non comprometta i sistemi ecologici di base, che garantiscono la vita sulla terra per come la conosciamo, uomo incluso.

Nasce per questo la Kabobo Expedition, una spedizione di ricerca del Muse,Museo delle scienze di Trentoe dell’università di Verona con la collaborazione di Wcs, Wildlife conservation society. Il team, composto da biologi e genetisti tra cui Massimo Delledonne dell’ateneo scaligero, è già al lavoro nella regione di Kabobo, Repubblica Democratica del Congo, che si estende per circa 100 km lungo la sponda occidentale del lago Tanganica e che rappresenta il più vasto tratto isolato e quasi completamente inesplorato di foresta montana nel Congo orientale. Dal 1960 questo spazio è stato rifugio di milizie armate che hanno combattuto contro il governo. Solo oggi è possibile investigare questa grande foresta che, data la sua posizione geografica e l’isolamento millenario, probabilmente ospita numerose specie nuove per la scienza, inclusi vertebrati.La regione è stata identificata come un’importante area dove trovare uccelli e grandi mammiferi come elefanti di foresta, scimpanzé, bufali, bongo, potamocheri e ilocheri. Pochissimo invece si sa dei piccoli mammiferi, dei rettili e degli anfibi, tra i quali è probabile si nascondano numerose specie nuove per la scienza.

La ricerca. Obiettivo della spedizione è  definire con precisione il valore biologico del massiccio di Kabobo e la sua unicità biologica, investigando le aree geograficamente distanti da quanto già conosciuto e addentrandosi in luoghi mai prima campionati. L’operazione è resa possibile da “Gene”, il nuovo sistema per  estrarre, amplificare e sequenziale il Dna fuori da un ambiente controllato, messo a punto da un team di ricerca del Muse e dell’università di Verona nel 2015 – specie appartenenti a differenti gruppi tassonomici (mammiferi, uccelli, rettili, anfibi, artropodi). Manderà quindi la sequenza di Dna via satellite al database (che contiene oltre 10,000 sequenze uniche di anfibi in Africa) o alla GenBank per verificarne la similarità genetica. Questa rapida diagnosi molecolare permetterà di comprendere il significato delle ricerche in tempo reale. Sarà la prima volta in cui questa tecnica sarà applicata sul campo e su differenti organismi.

Gene è il primo sistema che può attuare l’estrazione, l’amplificazione e sequenziamento fuori da un ambiente controllato come un laboratorio. Nel mese di febbraio 2015, in un’area remota della Tanzania, il team di ricerca del Muse e dell’università di Verona è riuscito a estrarre, purificare e ampliare il Dna di una rana, tutto nell’ambiente della foresta, attraverso questo  nuovo strumento, chiamato Gene. Le ricerche genomiche sono state poi inviate via cloud in Italia, dove i ricercatori hanno avuto modo di confrontarsi con le sequenze di Dna GeneBank e condividere i risultati con i media.  Le componenti di Gene sono un Termociclatore, sviluppato con Biodiversa che consente l’estrazione del Dna, la purificazione e l’amplificazione e un sequenziatore di Dna MinION, sviluppato con Oxford Nanopore Technologies, che consente di sequenziare il Dna. Questo laboratorio portatile porta l’analisi molecolare direttamente sul campo, rivoluzionando l’esplorazione biologica. 

Il fine ultimo della Kabobo Expedition è spingere sia la comunità scientifica internazionale, sia le autorità locali a fare il possibile per trasformare le numerose riserve presenti, nel parco nazionale proposto di Ngamikka. La proposta di trasformare Kabobo in un parco nazionale è stata discussa con le comunità locali, che si sono fatte a loro volta promotrici dell’iniziativa e considerano l’istituzione del parco una grande opportunità per mantenere intatta l’identità del territorio e per intraprendere un percorso di sviluppo, anche economico.

Il documentario. L'esplorazione e la ricerca scientifica saranno oggetto di un documentario, che racconterà l’esplorazione biologica del Monte Kabobo, l’utilizzo di Gene, e sarà il mezzo per produrre ulteriori risultati e informazioni al fine di avere materiale a supporto del valore biologico della foresta e supportarne la conservazione. Il film documenterà anche la condivisione del processo di conoscenza scientifica con le comunità locali e il processo in corso, voluto dalle comunità locali, per la creazione del Parco Nazionale della regione di Kabobo.

#Kaboboexpedition quasi in diretta. Kabobo Expedition è anche online: per tutta la durata del viaggio sarà possibile seguire gli aggiornamenti sull’evoluzione del progetto attraverso video, immagini e grazie al racconto di un membro dello staff. Il reportage di Kabobo Expedition sarà raccolto in tempo reale in un blog, www.easternafromontane.org. Sui canali Facebook (@museotrento),  Twitter (@MUSE_Trento) e Instagram (@museomuse) sarà possibile scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo sulla spedizione, condividere e porre domande, trovare informazioni e curiosità sul progetto.

I membri della spedizione:


Coordinamento

 Michele Menegon (MUSE Museo delle Scienze)

Deo Kujirakwinja (WCS – Wildlife Conservation Society)

 

Gene

Massimo Delledonne (Università di Verona)

Ana Rodriguez Prieto (MUSE)


Documentazione

Simone Pecorari

Claus Dettelbacher

Anna Sustersic


Esplorazione biologica

Michele Menegon (MUSE)

Marina Moreno (MUSE)

Guillain Mitamba (WCS)

Emmanuel Muhindo (WCS)

Arcel Bamba (WCS)

Trasporto

Papy Nkulu (WCS)

Celestin Mussa Katontoka (WCS)

Istituzioni coinvolte nel progetto

MUSE – Museo delle Scienze di Trento

WCS – Wildlife Conservation Society, USA- DRC

Università di Verona

Personal Genomics, Italia

 

2.02.2017

La Redazione