Essere ebrei dopo la Shoah

Giornata di studio in ateneo sull’identità ebraica post-genocidaria

Esplorare le differenti declinazioni dell’identità ebraica nelle scritture del dopo-Shoah: questo lo scopo della giornata di studi “Judéités sans Judaïsme après la Catastrophe” che si terrà giovedì 2 febbraio, alle 9, nell’aula seminari del terzo piano del palazzo di Lettere. Il progetto scientifico è stato curato da Rosanna Gorris Camos, direttrice del corso di dottorato in Lingue, letterature e culture straniere moderne, e dalle dottorande Francesca Dainese ed  Elena Quaglia. All’organizzazione dell’evento ha partecipato anche la Scuola di dottorato in Scienze umanistiche, diretta da Arnaldo Soldani.

L'incontro. Attraverso le parole dei tanti autori che, dal secondo dopoguerra a oggi, si sono interrogati sulla loro ebraicità, la giornata di studi ha l'obiettivo di indagare la costruzione di un’identità ebraica post-genocidaria che vada oltre la dimensione religiosa. Numerosi specialisti di fama internazionale esploreranno le vie attraverso le quali diversi autori hanno posto degli interrogativi riguardanti la loro ebraicità.

Il programma. Maxime Decout, dell’università di Lille 3, si soffermerà sull’opera di Edmond Jabès, che ha ripreso la scrittura biblica per mettere in scena l’esilio e l’erranza ebraica. Bruno Blanckeman, dell’università Sorbonne Nouvelle parlerà del premio Nobel Patrick Modiano e della cantante Barbara: entrambi, infatti, in modo diverso hanno dato voce alla propria identità ebraica. Durante l'evento si esplorerà anche il genere teatrale, con gli interventi di Agnese Silvestri, dell’università di Salerno, e di Jean-Paul Dufiet, dell’università di Trento, dedicati rispettivamente a René Kaliskysu e Jean-Paul Grumberg. Nelly Wolf, dell’université de Lille 3, presenterà l’opera di Serge Doubrovsky, sfuggito alla deportazione quando era un bambino e conosciuto, nell’ambito letterario, in quanto inventore dell’autofiction, una forma di autobiografia romanzata. Infine, Alberto Cavaglion, docente dell’università di Firenze e affermato studioso dell’ebraismo, ricorderà Primo Levi a trent’anni dalla sua scomparsa. A conclusione della giornata è in programma la presentazione delle ricerche dottorali svolte in ateneo su questo tema: le dottorande Francesca Dainese e Elena Quaglia mostreranno i risultati dei loro studi rispettivamente su Georges Perec e Marc Weitzmann.

18.01.2017