A Verona il primo meeting annuale di Solsa

Il progetto, finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020, coinvolge nove partner di quattro Paesi europei

Si terrà a Verona, dal 18 al 20 gennaio nella cornice di Palazzo Giuliari, il primo meeting annuale del progetto Europeo Solsa. L’iniziativa, realizzata in collaborazione tra industria e università, ha come obiettivo lo sviluppo di nuove ed efficienti tecnologie e metodi analitici per la ricerca mineraria. Il meeting riunirà circa trenta ricercatori dei diversi partner del progetto per fare il punto sull’andamento delle attività e sui risultati ottenuti al termine del primo anno. L’università di Verona è coinvolta attraverso il laboratorio di Spettroscopia vibrazionale e fluorescenza del dipartimento di Informatica. Referente scientifico per l’ateneo è Gino Mariotto, docente del dipartimento di Informatica.

Il progetto Solsa, di durata quadriennale, è finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020, con 9,78 milioni di euro, di cui circa il 10% destinato all’università di Verona. La ricerca è composta da una prima fase sul campo dove vengono acquisiti prelevati i campioni minerari, le cosiddette “carote”, seguita da una seconda fase di analisi e riconoscimento che si svolge spesso in laboratori molto distanti dai luoghi di estrazione. L’obiettivo è rendere più efficace e sostenibile questo processo con la sviluppo di un sistema automatizzato che permetta di estrarre e analizzare, direttamente sul campo, la composizione delle carote estratte. Solsa sarà quindi un “sistema esperto”, composto da un apparato di estrazione dei campioni minerari, da tecniche avanzate di analisi strutturale e da un software in grado di elaborare in tempo reale tutte le informazioni, arrivando al riconoscimento dei materiali di interesse.

Il consorzio Solsa, è composto da nove partner di quattro paesi europei: Francia, Italia, Paesi Bassi e  Lituania. Oltre all’università di Verona sono coinvolte altre tre università, due centri di ricerca e tre industrie. Il progetto mette insieme competenze trasversali di geologia, ingegneria, chimica e fisica della materia. In particolare, il contributo dell’università di Verona sarà fondamentale nelle tecniche di analisi spettroscopica basate sull’uso della luce, ambito in cui il laboratorio di Spettroscopia vibrazionale del dipartimento di Informatica ha una grande esperienza, riconosciuta sia a livello nazionale che internazionale. Il progetto è coordinato da Eramet, una delle maggiori aziende minerarie europee con base in Francia e presente in più di 20 paesi al mondo.

16.01.2016