La spin off di ateneo Sphera tra i progetti d'impresa più innovativi premiati

Si è tenuta lo scorso 2 dicembre, all’università di Modena e Reggio Emilia, la finale della XIV edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione Pni, la più grande e capillare business plan competition italiana di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Tra i premiati, al termine di 48 ore di presentazione e pitch, ancheSphera, gruppo dell’università di Verona che si è aggiudicato il “Premio speciale Franci@Innovazione” attribuito dallAmbasciata di Francia in Italia. I componenti del gruppo Gianni Zoccatelli, ricercatore, Martina Vakarelova e Francesca Zanoni, dottorande del dipartimento di Biotecnologie di ateneo e Nicola Franco, laureato in Economia e marketing all’università di Bologna avranno la possibilità di soggiornare in Francia, in un incubatore interessato al progetto, per esplorare le possibilità d’internazionalizzazione.

Sphera, spin off che opera nel laboratorio di Chimica degli alimenti di ateneo, propone soluzioni innovative in grado di rispondere a numerose esigenze di aziende che vogliano realizzare incapsulati. Gli scienziati si occupano di formulazione di prototipi di micro e nano-incapsulati, simulazione del loro funzionamento e analisi del processo di digestione per gli integratori vitaminici e della fase di cattura per gli aromi.

In finale, tra i progetti d’impresa più innovativi a livello nazionale, anche la proposta del gruppo veronese Humatics, vincitore della 15esima Start Cup Veneto e composto da Davide Conigliaro dottore di ricerca, Pietro Lovato, assegnista di ricerca e dal professor Marco Cristani, tutti del dipartimento di informatica. La spin off nasce dall'esigenza di assistere l'utente nella ricerca di un prodotto all'interno di cataloghi online, nella fattispecie quei cataloghi legati a siti di e-commerce, le cui dimensioni e varietà di contenuti sono in continua crescita.

Il Pni, a cui concorrono i migliori progetti d’impresa innovativa vincitori delle 16 competizioni regionali (StartCup) che coinvolgono oltre 40 tra università, incubatori e istituzioni, ha visto quest’anno la partecipazione di3.440 neoimprenditori, per un totale di 1.171 idee e 511 business plan presentati. I vincitori sono stati selezionati tra le 65 startup finaliste da una giuria composta da 48 esponenti d’eccellenza del mondo dell’impresa, della ricerca universitaria e del venture capital sulla base di criteri come originalità dell’idea imprenditoriale, realizzabilità tecnica, interesse per gli investitori, adeguatezza delle competenze del team, attrattività per il mercato. Un milioni e mezzo di euro il montepremi complessivamente erogato: oltre 500.000 euro in denaro e circa un milione in servizi, offerti dagli Atenei e dagli incubatori soci di PniCube. E, per la prima volta, tutti e quattro i premi settoriali, dell’ammontare di 25mila euro ciascuno, hanno avuto un main sponsor, segnale estremamente positivo a testimonianza della crescente apertura delle imprese all’Open innovation.

PNICube. Negli ultimi 12 anni, l’associazione ha vissuto una costante crescita, ed è divenuta uno degli attori di maggior spicco nel panorama dell’innovazione a livello italiano. Ha contribuito concretamente allo sviluppo e alla visibilità delle attività accademiche legate alla “Terza missione” degli atenei agendo in modo capillare sul territorio nazionale, con un costante lavoro di collegamento con i suoi Soci, con i Ministeri interessati allo sviluppo di start up innovative legate alla ricerca accademica, con i diversi settori dell’industria e della finanza, oltre che con partner internazionali. A breve, PNICube vivrà un momento importante del suo percorso di crescita, portando a compimento la revisione statutaria che getterà le basi per uno sviluppo ulteriore negli anni a venire. E in questa direzione andrà a lavorare il nuovo Consiglio Direttivo nel quale, da venerdì 2 dicembre, è stato eletto Luca Guarnieri, responsabile del Liaison Office dell'università di Verona.

La Redazione

6.12.16