Metabolismo del ferro: si fa il punto a Verona

Venerdì 11 novembre convegno del centro di eccellenza delle malattie del metabolismo del ferro

Le malattie del metabolismo del ferro rappresentano un problema di salute pubblica su scala mondiale. Per contrastare i problemi da carenza e da eccesso di ferro, l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona si è dotata da tempo di una struttura unica nel suo genere, un Gruppo interdisciplinare per le malattie del ferro, GimFer, riconosciuto dalla Regione Veneto come Centro di riferimento per la diagnosi e la cura di tali malattie. In questo contesto si inserisce il meeting annuale del GimFer, in programma quest’anno l’11 novembre, dalle 10, nell’aula magna De Sandre del Policlinico di Borgo Roma, al quale parteciperanno esperti di livello internazionale.

“Anche quest’anno – afferma Domenico Girelli, docente del dipartimento di Medicina dell’università di Verona e responsabile del GimFer – il meeting ha raggiunto il tutto esaurito nelle iscrizioni, con la partecipazione di circa 180 medici da tutta Italia. Questo dato ci gratifica sulla bontà del lavoro svolto sinora. Effettuiamo circa 500 visite ambulatoriali ogni anno, con il 40% dei pazienti che provengono da altre provincie e il 25-30% da altre Regioni. I casi più complessi vengono invece seguiti prevalentemente dal nostro Day-Service, talvolta anche in regime di ricovero ordinario. Inoltre, al nostro centro afferiscono con regolarità più di 400 malati a cui, nel corso degli ultimi 10 anni, abbiamo diagnosticato malattie rare del metabolismo del ferro. A tutti coloro che si rivolgono al nostro centro – prosegue Girelli – cerchiamo di offrire il meglio in termini di diagnosi e cura, coinvolgendo in modo coordinato tutti gli specialisti di cui i pazienti hanno bisogno. La qualità di tale approccio ci è valsa anche il recentissimo riconoscimento della Commissione Europea quale centro di riferimento della rete EuroBloodNet, network di centri di eccellenza nella diagnosi e cura delle malattie rare ematologiche. Un riconoscimento che ci riempie di orgoglio e che ci sprona a fare sempre meglio nel servizio per i malati”.

Il GimFer è composto da numerosi specialisti e comprende  internisti, ematologi e trasfusionisti, radiologi, patologi, laboratoristi e gastroenterologi. Il centro svolge anche un’importante attività di ricerca, testimoniata da numerose pubblicazioni su riviste internazionali.  Sebbene i problemi legati alle malattie del metabolismo del ferro siano particolarmente drammatici nei paesi in via di sviluppo, questi riguardano anche il mondo occidentale. L’Organizzazione mondiale della sanità, Oms, stima che la carenza di ferro interessi circa due miliardi di persone. La carenza di ferro può causare anemia, stanchezza, disturbi neuropsichici, e, nei bambini, ritardo nello sviluppo. All’opposto, anche un eccesso di ferro, può causare gravi danni alla salute, quali cirrosi e cancro del fegato, diabete, cardiopatie e artriti. La causa in questi casi è generalmente rappresentata da un’alterazione genetica che conduce all’emocromatosi, una malattia relativamente rara ma altamente invalidante se non diagnosticata e curata tempestivamente.